di Francesca Marruco
Ad una sua cliente, aveva fatto credere che se le avesse dato 15000 euro, sarebbe stata in grado di garantrle un risultato favorevole per un ricorso al Consiglio di Stato. Alla cliente aveva detto di avere un «collegamento privilegiato» con il consigliere di Stato Claudio Boccia. La Federici, secondo le indagini che i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Perugia hanno caparbiamente portato avanti fin dalla prima denuncia a carico del legale, avrebbe detto alla cliente di poter «comnicare» con il consigliere «attraverso i suoceri del fratello», perché «entrambi pugliesi».
La strategia Non solo, l’avvocato, non nuovo a sceneggiate del genere, in presenza della cliente e di alcuni suoi familiari, avrebbe «simulato chiamate e colloqui con il dottor Boccia», e li avrebbe anche «convinti che la sua strategia difensiva era supportata e monitorata dal consigliere in persona». E la «strategia», altro non era che «la somma di 15000 euro in contanti», utile a «procurarsi il favore del consigliere» e «garantire un buon esito del ricorso proposto». Non solo, l’avvocato Federici, già radiata per un anno dal consiglio nazionale forense e sospesa a tempo indeterminato dall’ordine regionale degli avvocati dell’Umbria, ha anche «rassicurato la cliente che era occupata di consegnare personalmente al dottor Boccia la somma prima dell’udienza».
La truffa Oltre all’accusa di millantato credito, per cui il sostituto procuratore Paolo Abbritti ha chiesto e ottenuto una misura cautelare emessa dal gip Carla Giangamboni, l’avvocato Federici, finita al centro di parecchie trasmissioni televisive che ne denunciavano l’operato, è accusata anche di truffa. Sempre per la stessa storia del ricorso al Consiglio di Stato per una sanatoria ambientale. Alla cliente che aveva presentato questo ricorso aveva fatto credere, «con artifizi e raggiri consistiti nel riferire alla cliente circostanze da lei appositamente costruite e non corrispondenti al vero», che « il consigliere della Regione Umbria Maria Rosi, considerata “quasi una sorella”, aveva fissato un appuntamento con il perito verificatore nominato dal Consiglio di Stato che, dopo il colloquio con il politico locale, si era mostrato spaventato e disponibile a “ritrattare” alcuni punti della sua relaizone tecnica contraria alla tesi» della sua assistita.
La storia Questa è solo l’ultima delle truffe che l’avvocato Rosa Federici avrebbe posto in essere contro molti suo clienti. Tutte quelle denunce erano confluite in un unico fascicolo spostato a Foggia per compretenza territoriale. Nel corso del tempo, contro l’avvocato Rosa Federici, che adesso ha nominato per difendersi il noto penalista perugino Nicola Di Mario, si sono susseguite denunce su denunce, di gente che, tratta in inganno, aveva pagato cifre esorbitanti al legale pensando che lei stesse facendo i suoi interessi, invece non faceva neanche le azioni basilari di un difensore. Dopo la prima ondata di denunce, divenute di dominio publico grazie a servizi televisivi, altri giornalisti hanno documentato che la Federici continuava ad esercitare la professione legale pur essendo stata radiata dal consiglio nazionale forense e sospesa a tempo indeterminato dall’ordine degli avvocati dell’Umbria. Adesso per lei sono scattati gli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni verrà interrogata dal giudice Giangamboni.
