«L’oro è un bene rifugio e nei momenti di crisi, come l’attuale, venderlo è uno dei rimedi per rimpinguare il portafogli. Così si spiega il boom dei “Compro Oro” che nell’ultimo anno sono aumentati del 15%», lo dice l’associazione dei consumatori Adoc.

il 20% in più «Rispetto allo scorso anno in Umbria il 20% in più dei consumatori ha venduto i propri gioielli presso un ‘Compro oro’, un’attività che è cresciuta in Umbria del 15% nell’ultimo anno. Due sono i motivi del boom: la crisi economica e il rialzo del prezzo dell’oro. Negli ultimi 5 anni, difatti, il prezzo è salito del 160%. Di conseguenza la corsa a vendere l’oro ha accelerato e oggi i ‘Compro oro’ sono frequentati da ogni tipologia di consumatore, dal pensionato al dipendente, dal padre di famiglia allo studente», scrive ancora l’Adoc in una nota.

Le truffe Ma ecco cosa si nasconde dietro un giro d’affari che in alcuni casi puo trasformarsi in truffa. «Il giro d’affari – dice ancora l’Adoc – è enorme. Ogni attività genera un flusso economico di circa 350mila euro l’anno. L’Adoc mette in guardia dalle possibili truffe in cui possono incappare i consumatori. Purtroppo non di rado capita di venire truffati presso i ‘Compro oro’, dove l’oro viene valutato troppo poco rispetto al reale valore di mercato. Colpa di una pubblicità poco trasparente, che non fa distinzione tra oro a 18K e oro puro, bilance truffaldine e scarsa attenzione alle quotazione giornaliere del bene. Per questo l’Adoc pubblica alcuni ‘preziosi’ consigli per evitare spiacevoli situazioni al momento di vendita dell’oro».

I consigli L’Adoc offre dei consigli per orientare meglio i consumatori e prevenire eventuali truffe. «Quotazione: aggiornarsi costantemente sulle quotazioni dell’oro previene la possibilità di farsi gabbare dai venditori che applicano un prezzo non corrispondente al reale valore. Purezza: fare attenzione se l’oro è a 18K (impuro, composto al 75% da oro e al 25% da altre leghe) o oro puro a 24K. Spesso il prezzo annunciato si riferisce a quest’ultimo, ma se si vuole vendere oro a 18K il prezzo va decurtato del 25%. Inoltre, non tutti i’ Compro oro’ accettano di comprare oro puro. Peso: è preferibile pesare il proprio oro da soli (su una bilancia digitale) o presso un gioielliere specializzato o di fiducia. Non è raro che nei ‘Compro oro’ la bilancia segni un peso inferiore a quello reale, che si traduce in un ingiusto guadagno per il compratore. Pagamento: accertarsi che il pagamento sia effettivo e che non sia proposto, al contrario, un semplice scambio di preziosi. Documenti: diffidare di chi non chiede alcun documento per la compravendita, tutte le transazioni devono essere registrate»

L’operazione della guardia di finanza Proprio giovedì La Guardia di finanza è stata impegnata in una operazione nazionale, nominata  “Fort Knox”, coordinata dalla Procura di Arezzo, con l’obiettivo di smantellare un’organizzazione con base in Svizzera dedita a riciclaggio, ricettazione, frode fiscale ed esercizio abusivo del commercio di oro. Al centro delle 259 perquisizioni in molte aree d’Italia i negozi del ‘compro oro’. Sono stati sequestrati beni per un valore superiore a 163 milioni di euro. Gli indagati rislutano essere 118.

Le perquisizioni hanno riguardato 11 regioni, principalmente in Toscana (74), Campania (91), Lazio (30), Sicilia (16), Puglia (16), e Lombardia (7). Nel mirino della Gdf non solo negozi specializzati “compro oro”, ma anche gioiellerie e aziende orafe, comprese 23 società del distretto orafo di Arezzo, 16 del polo campano “Il Tarì” e una del distretto di Valenza. Il sequestro preventivo per equivalente è stato operato su oltre 500 rapporti bancari in 23 istituti di credito, 8 intermediari finanziari e 2 società fiduciarie.

La stima di 163 milioni di euro è fatta dagli inquirenti sulla base del presunto volume d’affari realizzato quest’anno negli scambi tra oro e denaro da riciclare dal gruppo organizzato. Stando alle indagini solo nell’ultimo anno l’organizzazione ha gestito e scambiato 4.500 kg d’oro e 11 mila d’argento. L’associazione, strutturata secondo una schema a piramide, aveva
il vertice in Svizzera e bracci operativi nei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (Caserta) e Valenza (Alessandria).

Tutte le forniture del prezioso metallo, ha ricostruito la Gdf, avveniva in nero, al di fuori dei circuiti ufficiali e mediante scambi di oro contro denaro contante in banconote di grosso taglio, trasportate da corrieri insospettabili usando autovetture appositamente modificate con doppifondi. Cinque interventi eseguiti negli ultimi mesi avevano permesso di sequestrare oltre 63 kg di oro in lamine e verghe, più di 20 kg di oreficeria usata, oltre 450 kg di argento in grani.

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