Compostezza e denuncia: la memoria per il giovane Ovidio, barbaramente ammazzato dal suo patrigno a Pietralunga, passa attraverso una fioca fiamma che continua ad essere accesa.
Ad un mese dalla sua morte è la comunità di Pietrafitta a tenere accesa l amemoria. Quel luogo e quella gente così amati dal giovane Ovidio, ricordato da tutti come una eccezione, come un ragazzo straordinario, pieno di vita e di ottimismo, protagonista di eventi, di spettacoli teatrali e di iniziative che coinvolgevano giovani e famiglie. Una fiaccola che resta accesa, questo il simbolo e il sgno che la comunità vuole ribadire per dire che nessuno intende mollare, nessun intende dimenticare e tutti chiedono che sia fatta verità e giustizia.
Tanti i presenti alla fiaccolata che, come un fiume di luce, mesto ma determinato, ha attraverstato le strade del borgo per asseparsi attorno a quella chiesetta che è stato il luogo dei funerali di Ovidio, ma anche quello delle suo scorazzate e dei suoi giorni più felici. Tanti i cartelli, i punti interrogativi dietro le maglie degli amici del giovane di Pietrafitta, tante le domande alle autorità. «Superficialità?», «incompetenza?», «giustizia?», «cosa non ha funzionato?» ed altri interrogativi tesi a trovare una risposta a quei «ritardi o rallentamenti burocratici», «all’imprudenza che forse è stata fatale», quella che avrebbe ricondotto Ovidio tra le braccia del suo carnefice, il patrigno da lui denunciato proprio per le continue violenze in casa.
