La conferenza stampa della squadra mobile

di Ivano Porfiri

Una coltellata in faccia per accaparrarsi le schede telefoniche. E’ durata poco la fuga di Archaf Sadeleui, tunisino appena 21 anni, che ha vendicato lo sgarbo di una fazione rivale di pusher con un fendente al volto al connazionale Karim Jabri in piazza della Repubblica, al centro di Perugia. La polizia lo ha arrestato insieme a un complice al parco del Campaccio. Dovrà rispondere di lesioni gravissime. A margine della conferenza stampa in questura, il capo della mobile Marco Chiacchiera sulla presenza a Perugia di stranieri di possibile provenienza dai gruppi da poco sbarcati a Lampedusa ha detto che non ci sono elementi per poterlo affermare. «Noto solo – ha detto – che in giro ci sono molte facce nuove».

Schede telefoniche E’ questa l’eredità più preziosa che uno spacciatore lascia ai suoi accoliti. «Nella casa di uno spacciatore se ne possono trovare decine», spiega il capo della mobile perugina. Tarek Habechi, figura di spicco dello spaccio in centro, arrestato lunedì 28 marzo nel aveva una settantina. E proprio per accaparrarsi la preziosa eredità del capo è nato lo scontro tra due fazioni di tunisini. Quella di Jabri ha messo le mani sui clienti di Habechi e così quella di Sadeleui ha deciso di vendicarsi. I due si sono incontrati martedì 29 intorno alle 21 davanti a Blu bar e ci è voluto poco perché il secondo tirasse fuori un coltellaccio con la lama di 15 centimetri e scagliasse vari colpi, tra cui uno che ha segnato profondamente al volto il rivale.

Archaf Sadeleui, l'accoltellatore

La fuga e l’arresto Da lì l’aggressore si è dileguato, così come la vittima, che ha lasciato una scia di sangue lunghissima, fino a corso Garibaldi, dove è stato soccorso dal 118. Ricoverato in prognosi riservata, è stato dimesso qualche giorno fa. Immediate sono scattate le indagini sulla pista dello spaccio. E la conoscenza meticolosa degli ambienti della droga ha fatto sì che gli agenti della seconda sezione della mobile individuassero subito l’identità di Sadeleui, anche se per rintracciarlo è occorso qualche giorno, dato che si nascondeva al parco del Campaccio, sopra la galleria Kennedy, dove dimorava insieme al connazionale Lofti Ayari, di 24 anni. I due avevano nascosto in un muro 17 stecche di hashish e il coltello, ritenuto quello usato per colpire Jabri. Inizialmente Sadeleui ha tentato di giustificare il fendente con un’offesa fatta alla madre da Jabri, modello Materazzi-Zidane, ma gli agenti sapevano già i retroscena della vicenda. Sono quindi scattate le manette sia per Sadeleui (spaccio e lesioni gravissime) che per Ayari (detenzione ai fini di spaccio).

«Pronto, polizia» Nel contesto delle indagini, nella rete della polizia è caduto il 2 aprile in corso Garibaldi anche Kamal Makhzouni di 35 anni, sempre tunisino. Rintracciato seguendo la pista delle utenze telefoniche, quando è stato fermato non aveva droga non sé ma le chiamate continue che continuava a ricevere hanno portato gli agenti dritti dai suoi clienti. La polizia ha risposto alle telefonate facendo credere che fosse il pusher a dare gli appuntamenti.

Coca in piazza Grimana Altro spacciatore nella rete il 4 aprile. Stavolta gli agenti hanno colto Sami Harbi, 36 anni, che cedeva 3 dosi di cocaina a un cliente in piazza Grimana.

Arresto al Minimetrò Curioso, invece, l’arresto di Badis Barhumi di 27 anni. Anch’egli tunisino ma alle prime armi con lo spaccio, dato che si è messo a confezionare e nascondere dosi di eroina sotto il basamento di rilevazione della qualità dell’aria della stazione del Minimetrò di Fontivegge. Ripreso dalle telecamere, il servizio di vigilanza ha chiamato la questura che lo ha preso di lì a poco. In tutte le operazioni sono stati sequestrati, oltre alla droga, circa 1.500 euro in contati, provento dello spaccio.

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