Dopo gli esiti degli accertamenti dell’Arpa, con il superamento di alcuni parametri, per la Color Glass scattano ordinanze e diffide. Prima del Comune e poi della Regione.
Ordinanza del sindaco Il sindaco, Luciano Bacchetta, «preso atto delle informazioni fornite dagli organi di controllo, Usl Umbria 1 e da Arpa Umbria e della iniziativa di temporanea chiusura del forno rotativo assunta dalla proprietà dell’azienda Color Glass S.p.a. – si legge in una nota – ha emanato una ordinanza in via cautelativa disponendo il divieto alla suddetta Color Glass S.p.a. di riprendere attività fino a quando l’azienda non avrà ridefinito e riconfigurato nel dettaglio il ciclo della rotazione, ricevendo nulla osta dai suddetti organi di controllo». L’amministrazione comunale «seguendo in maniera rigorosa le indicazioni della legge parla attraverso atti e ordinanze, eseguendo così il proprio dovere a tutela dei cittadini».
Diffida della Regione Il servizio autorizzazioni ambientali della Regione Umbria, poi, comunica che «a seguito degli accertamenti effettuati dall’Arpa, ha adottato un provvedimento di diffida e contestuale sospensione dell’autorizzazione alle emissioni per lo stabilimento in località Trestina (Città di Castello) della ditta Color Glass. Il provvedimento sarà esecutivo fino al ripristino di tutte le condizioni e prescrizioni contenute nelle vigenti autorizzazioni. La Regione sulla situazione ambientale legata allo stabilimento si era impegnata a monitorare il problema e a garantire ai cittadini interessati una informazione trasparente, puntuale e tempestiva».
L’azienda: «Adempiamo a richieste» Nei giorni scorsi, la stessa Color Glass, attraverso l’avvocato Michela Paganelli, aveva comunque puntualizzato che «l’azienda, conformemente a quanto concertato in sede di Conferenza di servizi tenutasi presso la Regione Umbria, alla presenza dei rappresentanti del Comune di Città di Castello e dell’Azienda Usl Umbria 1, ha avviato un percorso che prevede il tempestivo ed integrale adempimento di tutte le richieste formulate dall’autorità competente nell’ambito della complessa istruttoria tecnica afferente alla domanda presentata ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 03/04/2006, n. 152».
Parla l’azienda Nel pomeriggio di giovedì l’azienda torna a parlare a proposito del comunicato del «Comitato salute ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud», ribadendo «la propria intenzione di portare avanti, conformemente al cronoprogramma condiviso con le Autorità competenti e nell’intento di coltivare un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati per porre fine ad ogni dubbio o questione in punto di assenza di pericoli o danni per la salute pubblica, la elaborazione di un piano di interventi sull’impianto di Trestina, propedeutici al definitivo superamento di eventuali criticità ed al riavvio dell’impianto stesso». L’azienda spiega poi di aver fornito tutti i dati agli enti interessati anche per contenere «sterili e disinformati allarmismi la cui diffusione, il più delle volte, non corrisponde affatto agli interessi strumentalmente invocati, bensì a scopi ben diversi, decisamente meno nobili».
