di Ivano Porfiri
Ancora un morto sul lavoro: è il 19° dall’inizio del 2011. Stavolta la vittima è un 23enne rumeno, D.M., morto sotto un mezzo per la movimentazione terra a Piancardato, nel comune di Collazzone.
La ricostruzione L’incidente è avvenuto intorno alle 16. Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne residente a Collazzone e dipendente dell’azienda agricola, stava lavorando su un terreno scosceso con una ruspa quando, per cause su cui indagano i carabinieri di Collazzone, il mezzo si è ribaltato. Il ragazzo è rimasto schiacciato. A dare l’allarme i titolari dell’azienda. Quando sul posto sono arrivati i soccorsi del 118 di Perugia, ai medici non è rimasto che constatare il decesso. Sul posto anche personale dell’ufficio Psal (prevenzione sicurezza lavoro) dell’Asl 2.
Napolitano a Campello Erano passate solo 24 ore dal messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha scritto al sindaco di Campello sul Clitunno, Paolo Pacifici, in occasione del quinto anniversario dalla strage alla Umbria Olii, dove per l’esplosione dei silos pieni di olio persero la vita quattro operai di una ditta esterna. «I morti sul lavoro non sono tragiche fatalità – ha detto Napolitano – nessun cedimento è ammissibile».
Questa settimana E proprio tra Campello e Spoleto, lunedì scorso un 48enne ha perso la vita in modo tragico in un cantiere di Silvigliano: è caduto da un’impalcatura e una vite gli si è conficcata nell’occhio, uccidendolo. Il giorno successivo era toccato a Tersilia, 78 anni, di Narni Scalo: anche se tecnicamente non si può definire «morte sul lavoro», la donna ha perso la vita macinando granturco in un annesso agricolo vicino casa. Il 23enne di Collazzone è il 19° morto sul lavoro in Umbria nel 2011, nel 2010 erano stati 16.


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