Polizia (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

Non voleva che i sanitari dell’Asl effettuassero un prelievo all’interno dell’azienda. Così ha preso una pistola scacciacani ed esploso un colpo. Per questo un tifernate di 46 anni è stato denunciato dalla squadra anticrimine del commissariato per i reati di violenza, minaccia e resistenza pubblico ufficiale, con l’aggravante di averli posti in essere con l’uso delle armi. L’uomo, va precisato, non è il titolare della ditta (il quale, anzi, cercava di allontanarlo).

I fatti S.M., le iniziali del 46enne, durante un controllo effettuato da personale della Asl di Città di Castello, impegnato nel prelievo di campionatura presso un’impresa locale, per impedire l’accesso o il prelievo dei campioni necessari per i controlli di routine, prima ha minacciato verbalmente i sanitari, poi si è allontanato dal luogo ed è tornato mostrando il calcio della pistola nella cintura dei pantaloni. Quindi, si è allontanato e, in zona parzialmente nascosta, ha esploso un colpo, in direzione non pericolosa. Nel frattempo, però, durante l’assenza dell’uomo, il personale Asl è riuscito a effettuare i prelievi del caso. A seguito dell’episodio, i tecnici Asl hanno denunciato l’accaduto negli uffici del commissariato. Per questo, agenti dell’Anticrimine hanno eseguito una perquisizione domiciliare, nel corso della quale S.M. ha consegnato spontaneamente una pistola scacciacani e alcune munizioni.

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