Un'auto della polizia (foto Umbria24)

di Barbara Maccari

La polizia di Città di Castello ha sgomberato il campo nomadi che si trovava da anni nel parcheggio del parco Ansa del Tevere. Una delle storiche abitanti del campo, R.H., è stata accompagnata al Cie di Ponte Galeria a Roma, con il foglio di espulsione dal territorio italiano. La donna, di origini bosniache, era da anni in Italia senza documenti in regola.

Profuga di guerra Oramai era diventata a tutti gli effetti una cittadina tifernate, tutti sapevano chi era e tutti sapevano dove abitava. Gli agenti del commissariato tifernate, guidati dal vice questore aggiunto Marco Tangorra, dopo lunghe indagini sono riusciti a risalire alle vere origini della donna. R.H. 60 anni, era entrata nel territorio italiano nel 1997, dalla Bosnia, come profuga di guerra. Fino al 2005 tutti i documenti erano in regola, poi la 60enne è uscita dai radar, non aveva più rinnovato il permesso di soggiorno né altri documenti.

Un fantasma Dal 2005 ad oggi R.H. era un fantasma per lo stato italiano. Più volte le forze dell’ordine avevano tentato di ricostruire la storia della donna, ma senza successo, senza ottenere delle risposte sul suo passaporto. Fino a martedì quando gli agenti del commissariato tifernate sono riusciti a rimettere a posto il puzzle e hanno notificato alla donna il decreto di espulsione dall’Italia. R.H. si trova attualmente al Cie di Ponte Galeria a Roma, in attesa di espulsione.

Sgombero Nel frattempo il piccolo villaggio su due ruote che si era formato nel parcheggio dei camper del parco Ansa del Tevere è stato smantellato. Due roulotte sono state fatte sgomberare qualche giorno fa, le ultime due, quelle in cui abitava anche la 60enne martedì mattina. Già da tempo le condizioni del parcheggio erano state modificate ed era sempre più difficile per la piccola comunità nomade vivere lì, senza acqua né luce, senza la possibilità di smaltire i rifiuti e senza rispettare le norme igienico-sanitarie.

Polemiche passate Per anni è montata la polemica tra i banchi dell’opposizione, Lega su tutti, sul piccolo accampamento rom. Numerose nel corso degli anni le richieste giunte al sindaco Luciano Bacchetta sul motivo dell’occupazione dell’area e sul perché non si procedesse allo sgombero del parcheggio, destinato ai camper. Il primo cittadino si era sempre giustificato spiegando che la presenza di un minore nel campo frenava tutte le procedure.

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