di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

Era alla trentunesima settimana di gravidanza la donna (L.M.) di 40 anni, di Citerna, che ha dato alla luce tre gemelli, all’ospedale di Città di Castello. La giovane mamma è in rianimazione, ma dalle prime notizie, sembrerebbe che la situazione sia sotto controllo e che lo scopo della scelta dei medici sarebbe di tipo precauzionale, almeno per le prime 48 ore. Gli interventi di soccorso sono stati precipitosi, concitati ma efficaci per portare a compimento il parto e fornire le opportune cure e terapie alla donna.

I bambini trasferiti e scortati fino a Perugia I bambini sono stati trasferiti dall’ospedale di Città di Castello al Santa Maria della Misericordia di Perugia, a bordo di un’ambulanza del 118, scortata da due auto della polizia stradale. Una volata a tempo di record, che ha determinato anche il blocco del traffico per un tratto di percorso, per dare una speranza ai gemelli.

Concitazione all’arrivo I momenti dell’arrivo dei soccorsi all’ex Silvestrini sono stati descritti da alcuni testimoni come particolarmente concitati.  Insomma la macchina dei soccorsi pare aver compiuto gli interventi in maniera tempestiva con l’obiettivo  di salvaguardare la vita dei piccoli e della loro mamma.

Due maschi e una femmina Sono venuti alla luce due maschietti ed una femminuccia, uno dei due maschietti in particolare è sotto la stretta sorveglianza del personale medico dell’ospedale perugino, presumibilmente per difficoltà cardiache. Mentre per gli altri due bambini, non ci sarebbero, al momento, motivi di forti preoccupazioni, stando alle prime indiscrezioni. Tutti e tre si trovano all’Utin (Unità di terapia intensiva neonatale) di cui è responsabile Patrizia Bragetti, dove vengono costantemente monitorati. Del caso si occupa anche lo staff del professor Giuseppe Affronti, capo della struttura complessa di Ostetricia. Si è trattato dunque di un parto prematuro.

Prima e dopo Secondo quanto è dato apprendere da fonti ospedaliere, la donna  avrebbe accusato dei forti dolori, probabilmente dovuti alla rottura delle acque, nonostante i tempi della gravidanza fossero soltanto di 31 settimane. Sia per i bambini che per la mamma la situazione viene monitorata minuto dopo minuto.

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