(foto archivio F. Troccoli)

di Barbara Maccari

Ha fatto molto parlare in questi giorni la decisione annunciata da Angelina Jolie di farsi asportare i due seni in via preventiva perché aveva un gene difettoso, riducendo così drasticamente il rischio di tumore. E proprio un caso di una donna malata di cancro alla mammella  è approdato giovedì mattina nell’aula di tribunale di Città di Castello davanti al giudice Daniele Cenci. Ad una 51enne perugina non è stato diagnosticato in tempo un tumore e per lei è stata necessaria la mastectomia totale del seno destro. L’imputato è un dottore tifernate, accusato di lesioni personali colpose gravissime.

Controlli preventivi S.M., 51enne perugina, si reca il 3 novembre  del 2008 da un medico di Città di Castello per i controlli annuali in merito alla prevenzione delle malattie del seno. La donna, che il medico seguiva dal 2001, gli riferisce prima della visita di aver sentito un nodulo alla mammella destra e di essere preoccupata. Il dottore la sottopone a mammografia e ad ecografia dei seni, ma non riscontra nulla, anzi le dice di stare tranquilla, la congeda, e fissa il successivo controllo al 2009.

La scoperta Nel novembre del 2009 la signora cerca di prendere appuntamento per i controlli di routine a Città di Castello ma le date disponibili non si incastrano con gli impegni della sua agenda. Così decide di cambiare medico e si rivolge il 28 ottobre del 2009 ad una clinica di Perugia per effettuare gli esami. Qui la tragica scoperta: dopo aver effettuato la mammografia e l’ecografia alle mammelle le vengono diagnosticati due tumori al seno destro, uno palpabile e l’altro no, più un linfonodo del cavo ascellare.

Conferma della diagnosi Il dottore della clinica le dice che non c’è assolutamente tempo da perdere e che si deve operare subito, la situazione è drammatica. La 51enne torna a Città di Castello, si fa fare l’ago aspirato dall’assistente del dottore e il responso viene confermato: si tratta di un tumore multifocale, un tumore che cioè ne aveva generati altri due ed era arrivato anche ai linfonodi ascellari.

Operata da Veronesi Il 16 novembre del 2009 la 51enne viene ricoverata a Milano presso l’istituto europeo di oncologia e viene operata d’urgenza dal professor Umberto Veronesi. Il 17 novembre va sotto i ferri e subisce una mastectomia della mammella destra e una resezione parziale di quella sinistra. La donna viene dimessa dall’ospedale il 26 novembre 2009 ed inizia la chemioterapia, più una cura ormonale. Cure che la stroncano fisicamente e mentalmente ma che le permettono di guarire.

Tempestività I medici milanesi però parlano chiaro con la signora: se il tumore fosse stato diagnosticato prima non ci sarebbe stato bisogno di effettuare una mastectomia completa del seno destro e parziale del sinistro, ma una semplice asportazione della massa, senza chemioterapia, senza quindi quel ciclo di cure estenuante alle quali si è sottoposta.

Testimonianza La 51enne ha deciso nel gennaio 2010 di sporgere denuncia nei confronti del medico tifernate e stamattina si è tenuta l’udienza del processo dinnanzi al giudice Daniele Cenci. La donna, che è difesa dall’avvocato David Brunelli (oggi sostituito da Alessandro Scarongella), ha dato la sua versione dei fatti davanti al giudice e al pm Flavio Grassini. L’imputato, che non era presente in aula, è difeso dall’avvocato Luca Maori (oggi sostituito da Donatela Donati)