di Barbara Maccari
La polizia di Città di Castello ha scoperto e smantellato una piccola organizzazione che aveva il monopolio dello spaccio della droga nel centro storico tifernate. Tre i componenti della banda finiti nella rete dei poliziotti: il capo, un 22enne tifernate, coltivava la droga in un serra in camera da letto. Complessivamente, secondo gli inquirenti, sul mercato sono finiti 8 chili di hashish in due anni.
Droga di qualità Una «enoteca della sostanza stupefacente», così è stata definita dagli inquirenti la droga sequestrata: un prodotto di altissima qualità, con un principio attivo quattro volte superiore alla media e di conseguenza anche il prezzo era alto: 20 euro al grammo. L’operazione della polizia è iniziata lo scorso ottobre, con l’arresto di una 19enne residente a Città di Castello, trovata a bordo della sua auto con due bambini mentre spacciava. Da quel momento gli investigatori hanno iniziato un’intensa ed accurata attività investigativa che ha portato poi ad un secondo arresto nel novembre scorso: un 20enne di Gualdo Tadino, residente a Città di Castello, trovato in possesso di 40 grammi di droga, più denaro e altro stupefacente nella perquisizione domiciliare.
Scoperto il capo L’ultimo a cadere nella trappola della polizia è stato il capo della piccola organizzazione, un 22enne di Città di Castello su cui pende ora un ordine di custodia cautelare. Gli inquirenti hanno seguito il percorso inverso della piramide per arrivare a lui, sono partiti cioè dal basso, dai consumatori, per poi incastrarlo.
Indagati Sono infatti 25 i giovani tra i 16 e i 25 anni che nell’ambito della stessa indagine sono stati segnalati alla prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti. Il 22enne è stato arrestato (si trova ora agli arresti domiciliari), senza che avesse con sé alcun tipo di sostanza, solo un bilancino di precisione scoperto durante la perquisizione domiciliare. La custodia cautelare è stata emessa a seguito dell’attività investigativa e grazie anche all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche.
La serra delle coltivazioni Secondo la polizia il 22enne coltivava la droga direttamente in camera da letto in una serra artigianale, che utilizzava per far germogliare le piante di marijuana. Serra fornita di un foro per far passare il riscaldamento, un termometro, un impianto ventilazione, luci e materiale riflettente. Lo spaccio della droga avveniva principalmente attraverso il passaparola e, come ha sottolineato il vice questore aggiunto Marco Tangorra, tra una clientela molto giovane: «Nel corso degli anni l’età media del consumatore di droga si è notevolmente abbassata e questo dato è allarmante. Ragazzi dai 16 ai 25 anni hanno comprato anche per due volte la settimana 3-4 grammi di hashish dai tre componenti dell’organizzazione».
