Il capitano Cangiano e il maresciallo Casini (Foto Maccari)

di Barbara Maccari

«La cosa più bella è vedere la faccia felice della gente quando riconsegniamo gli oggetti che erano stati rubati dai malviventi, anche oggetti di bigiotteria, senza apparente valore commerciale, ma con un valore affettivo inestimabile». Così il capitano dei carabinieri della compagnia di Città di Castello, Alfredo Cangiano, parla del recupero di numerosa refurtiva a seguito di una serie di colpi messi in atto nell’Alta Valle del Tevere.

Topo a Citerna Lo scorso 10 gennaio infatti i militari della stazione di Citerna avevano arrestato un pregiudicato italiano per furto in appartamento. L’uomo, un 37enne, dopo essere stato sorpreso dalla proprietaria dell’abitazione svaligiata, che era rientrata improvvisamente, tentò  la fuga venendo però intercettato da una pattuglia di militari  a Sansepolcro, sua città di provenienza. In quella circostanza venne recuperata l’intera refurtiva, che fu immediatamente restituita al proprietario. Il malvivente, in seguito a condanna, si trova tutt’ora recluso in carcere.

Refurtiva al «Compro oro» Ma l’attività dei carabinieri non si è fermata ed è andata avanti, gli uomini del maresciallo Casini hanno avviato un’indagine finalizzata in primo luogo ad individuare la refurtiva asportata nel corso dei furti. Sono state effettuate perquisizioni e un attento screening dei negozi di «compro oro» presenti nei comuni circostanti. Da qui è emerso che un «compro oro» di Città di Castello aveva acquistato dal ladro circa 200 oggetti, tra cui catenine, orecchini, anelli, bracciali, negli ultimi mesi. Il proprietario è stato denunciato assieme al malvivente per ricettazione e tutti gli oggetti sono stati sequestrati. Anche altri commercianti dell’Altotevere hanno acquistato parte della merce rubata ma in minima quantità, per cui la loro posizione è al momento al vaglio degli inquirenti. Parte della refurtiva è stata riconosciuta dai legittimi proprietari, altra non è stata ancora riconosciuta e una parte non è stata recuperata.

Il salvadanaio in cerca di proprietario

Altri oggetti Fino a questo momento è stato possibile dimostrare il coinvolgimento del 37enne in almeno cinque diversi furti nella zona nord di Città di Castello. Tra gli oggetti che non hanno ancora ritrovato il loro padrone c’è un salvadanaio pieno con il nome Antonello, presumibilmente di un bambino. I militari sperano presto di poter riconsegnare i risparmi al piccolo proprietario. Coloro i quali, nel periodo orientativamente compreso tra ottobre ed il 10 gennaio, hanno subito furti all’interno delle proprie abitazioni nella zona compresa tra Città di Castello, Citerna, San Giustino e Sansepolcro, possono preliminarmente visionare gli oggetti recuperati direttamente sul sito dell’Arma dei Carabinieri all’indirizzo www.carabinieri.it (sezione «cittadino», «servizi», «banche dati», «oggetti rinvenuti»). Dopo aver consultato la banca dati, se l’oggetto viene riconosciuto dai proprietari, questi devono presentarsi presso i carabinieri di Citerna con la copia della denuncia del furto per ritirarlo.

Bilancio 2011 In occasione della conferenza stampa il capitano Cangiano ha fatto anche un bilancio dell’attività dell’arma nel 2011: «La situazione sul nostro territorio non è assolutamente preoccupante e sostanzialmente i dati che abbiamo nel 2011 sono gli stessi che nel 2010. Il che non va visto per forza in maniera negativa, anzi, considerando la forte crisi in atto e la difficile situazione di alcuna famiglie, sia italiane che straniere, non aver subito grossi cambiamenti è positivo, perché vuol dire che seppur nella disgrazia la gente non si è data ad attività illegali».

La refurtiva recuperata

Aumentano i furti Per quanto riguarda gli altri reati, diminuiscono i delitti rispetto al 2010, meno 2%. Per quanto riguarda le rapine, sensibile diminuzione anche in questo settore, nel 2008-09 erano intorno alla quindicina, nel 2010, 6, e nel 2011, 4, di cui due sono fatti piuttosto banali e solo una è stata di serie intenzioni: quella avvenuta a Montone nel mese di agosto. Il capitano Cangiano ha ribadito che le priorità sono il reprimere i reati contro il patrimonio e la lotta allo spaccio di stupefacenti. E proprio da questo settore arrivano i dati più allarmanti: più 40% arresti e quasi più 100% denunce. Il dato è piuttosto preoccupante se si pensa che continua ad aumentare: già nel 2010 era in rialzo rispetto al 2009 e l’anno scorso ha continuato a salire. Per quanto riguarda i furti c’è stato un forte aumento delle denunce e degli arresti, più 173%, con grande collaborazione da parte dei cittadini. Continua anche la prevenzione sugli incidenti stradali, nel 2011 sono stati 115, in rialzo rispetto al 2010: aumentano le denunce per guida in stato di ebbrezza o sotto effetti di stupefacenti, circa 80. Tra le operazioni di maggiore successo il capitano Cangiano ha ricordato quella «Manghel» che riguardava una serie di furti compiuti da nomadi di origine sinti. Bocche ancora cucite invece per quanto riguarda il rogo al New Bar, il rumeno è sempre ricoverato nell’ospedale romano, ha parlato coi militari, ma non si sa di più, sono arrivate direttive severe da parte dell’A.G.

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