Il pronto soccorso di Perugia (foto F.Troccoli)

Il commento era apparso sulla pagina Facebook ‘Montelaguardia’, che aveva pubblicato la notizia della morte del ciclista 47enne investito alcuni giorni fa proprio nella frazione perugina. Parole orribili (poi rimosse), che sono costate a un autista di Umbria Mobilità un provvedimento disciplinare, oltre all’indignazione generale.

Commento choc L’autista aveva commentato la notizia della morte del ciclista scrivendo: «Uno de meno a rompe i cojoni per strada!». A dare voce all’indignazione è stato, in prima battuta, il vicepresidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi, che si è detto «disgustato». A ruota molti altri cittadini, che non hanno mancato di sottolineare la mancanza di rispetto verso i ciclisti e i pedoni, anche da parte di diversi autisti.

UM: «Prendiamo le distanze» E ora arriva la presa di posizione ufficiale di Umbria Mobilità: «Relativamente al commento pubblicato su Facebook in merito alla morte di un ciclista – si legge in una nota -, Umbria Mobilità Esercizio intende deprecare con forza le affermazioni del proprio dipendente totalmente irrispettose nei confronti di una famiglia che ha subito un grave lutto e che, allo stesso tempo, mettono in cattiva luce l’operato di tanti conducenti che ogni giorno con professionalità trasportano migliaia di persone».

Provvedimenti «Nel segnalare che sono stati presi gli opportuni provvedimenti a carico del dipendente – si conclude la nota -, l’Azienda ribadisce il proprio impegno a favore della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale».

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8 replies on “Muore ciclista investito a Perugia, commento choc di un autista. UM: «Presi provvedimenti»”

  1. Al di là del commento inqualificabile dell’autista sarebbe il caso di disciplinare meglio la circolazione dei ciclisti, visto che molti di essi hanno un modo di occupare la carreggiata estremamente pericoloso, fuori dalle regole del codice della strada e sprezzante, soprattutto quando sono “in branco”…

    1. Sono Una ciclista, un automobista.
      Io come ciclista rispondo a noi automobilisti che non ci vedete nemmeno se camminiamo attaccati al marciapiede. Xché molto volte distratti da cellulari o altro. Vogliamo parlare dei sorpassi assurdi che fate.
      Non solo nn c’è rispetto dei ciclisti.
      voglio dirvi di più noi abbiamo gli stessi diritti! Parliamo tanto di regole della strada e poi siamo i primi a fare inversione a u o sorpassi azzardati.
      Ma fatemi il piacere

      1. I diritti dei ciclisti sono giustamente tutelati quando gli stessi si attengono al codice della strada, per il quale la marcia dovrebbe avvenire “strettamente sulla destra” e non certo a coppie, a trio o in squadra

  2. Il commento sarà anche stato “disgustoso” ma prima si affronterà la situazione dei ciclisti al di sopra di qualsiasi codice stradale e di qualsiasi regola e prima le strade saranno più sicure e fruibili per tutti!

    1. adesso il problema della circolazione stradale sarebbero i ciclisti? Le strade sarebbero insicure per colpa dei ciclisti? Ma cosa diavolo sta dicendo? Ma si è fatto un giretto per strada, fra virtuosi dello smartphone alla guida, messaggiatori seriali (sempre al volante), ubriachi, prepotenti, amanti delle velocità vietate?

      1. purtroppo in molti casi lo è!! E’ giusto multare le infrazioni degli automobilisti ma è altrettanto giusto che i ciclisti rispettino le regole del codice della strada

  3. Chi si crede al di sopra del codice della strada è l’automobilista medio, costantemente n situazione di infrazione…. Non esistesse l’auto ma solo la bici non esisterebbe la necessita di un codice in quanto la bici è un mezzo sostenibile che potrebbe autoregolarsi…. Siccome ci sono auto moto bici etc c’è bisogno di un codice… Gli automobilisti italiani sono campioni nel non rispettarlo….

  4. In Umbria manca proprio la cultura della “mobilità ciclabile”. Basta vedere quanti pochi spazi riservati abbiamo nelle nostre strade. Secondo me manca la sensibilità anche da parte di chi gestisce la viabilità. Mi dicono che molto spesso non si realizzazno corsie per i ciclisti ed i pedoni perchè non ci sono le distanze previste per legge rispetatte alla lettera. Allora invece di fare comunque qualche cosa (che è meglio di niente) non si fa niente. Sai com’è, …poi qualcuno è responsabile di qualche cosa.
    Basta andare in giro per le altre regioni e capire che altrove si attuano soluzioni (e deroghe) in Umbria impensabili. Anche se non è posibile fare vere e proprie “piste ciclabili” ai margini stradali comunque si lasciano spazi (adeguatamente segnalati e colorati) per i ciclisti ed i pedoni.
    E’ solo fatto di cultura …. che con il tempo verrà.

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