di C.F.
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Il centro zootecnico Casalina di Deruta resta alla Grigi società agricola spa, a cui nell’estate 2013 la Fondazione agraria lo ha affittato per 11 anni a cento euro al mese in cambio di investimenti, si parlò di due milioni ma in realtà è mezzo milione, nonostante la procedura adottata dall’ente pubblico della Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia per chiudere il cerchio intorno all’operazione è stata giudicata non corretta.

Il ricorso di Mignini&Petrini Questa in estrema sintesi la pronuncia emessa mercoledì dal Tar dell’Umbria che nel merito ha accolto il ricorso presentato da un’altra azienda umbra, la Mignini&Petrini spa che aveva partecipato all’avviso di gara pubblicato dalla Fondazione per il ramo d’affitto, anche se la domanda è stata invalidata perché priva di firma.

Affidamento diretto a Grigi In ogni caso la procedura in questione non è andata a buon fine, l’aggiudicatario provvisorio si è tirato indietro a un passo dalla stipula del contratto. A quel punto la Fondazione ha avviato una trattativa con Grigi spa che proponeva investimenti e con atto del presidente si è proceduto all’affidamento diretto. La delibera in questione è stata impugnata dalla Mignini&Petrini spa, che dopo la mancata aggiudicazione e presa coscienza della possibilità di un affidamento diretto si era fatta anch’essa avanti con una manifestazione d’interesse.

Tar: «Per Casalina serviva una gara» Secondo il Tar, infatti, essendo la Fondazione agraria un ente che opera nell’ambito del diritto pubblico, avrebbe dovuto indire una nuova «procedura concorsuale, sia pure semplificata, com’è quella dell’invito da rivolgere ad almeno cinque concorrenti». Per i giudici amministrativi l’affidamento diretto alla Grigi sarebbe quindi da annullare, ma l’inefficacia del contratto sottoscritto resta in piedi in virtù della tutela dell’interesse generale.

«Contratto comunque efficace per interesse pubblico» In buona sostanza sono stati sentiti i professori Marré e Italia che hanno evidenziato rispettivamente «l’importanza della stalla per i rapporti con la facoltà di Agraria dell’Università di Perugia e l’avvio del processo di trasformazione della struttura le cui migliorie comporteranno il rilascio a fine rapporto in condizioni migliori delle attuali». Dal canto suo a Grigi ha dimostrato di aver già eseguito il mezzo milione di investimento a cui era impegnato contrattualmente.

Risarcimento danno Alla Mignini&Petrini dunque va comunque risarcito il danno subìto «per la mancata stipulazione del contratto» e la proposta dovrà essere presentata dalla Fondazione agraria entro 90 giorni considerando «l’offerta economica della ricorrente, ritenuta invalida in sede di gara solo perché priva di firma, e la somma da corrispondere a una percentuale che le parti concorderanno, pari a una media fra il 4% e il 10% dell’offerta stessa moltiplicata per il numero di anni (pari a undici) di durata del contratto». Sul valore anche approssimativo tutto tace da entrambi le parti. Intanto Fondazione agraria e Grigi sono state condannate al pagamento delle spese di giudizio, 3 mila euro ciascuno, in favore della Mignini&Petrini.