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Era arrivato a sequestrarle il telefonino e a requisirle quasi l’intero stipendio un marocchino di 30 anni arrestato, nelle scorse ore, dalla polizia di Città di Castello per le violenze nei confronti della convivente. Violenze, come ricostruito dagli agenti del commissariato, sia psicofisiche che verbali. Soprusi quotidiani e minacce fatte anche quando era presente la piccola figlia dei due, in più casi testimone delle angherie del padre. Un incubo finito quando la donna, italiana di 22 anni, ha deciso di denunciare il convivente, già sottoposto a sorveglianza speciale per gli stessi reati.

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