Tiziana Deserto

di Francesca Marruco

Anche per la Corte di Cassazione Tiziana Deserto è colpevole di aver concorso nell’omicidio e nella violenza sessuale di sua figlia, la piccola Maria Geusa, la bambina di soli due anni e sette mesi uccisa nell’aprile del 2004. Per quel tremendo omicidio in carcere c’è Giorgio Giorni che sta scontando la pena dell’ergastolo. Anche per la Corte di Cassazione, Tiziana Deserto è colpevole. Lo hanno deciso i membri della prima sezione penale della Suprema Corte dopo una lunga camera di consiglio, da cui però sono usciti escludendo l’aggravante della crudeltà.

In carcere Per Tiziana Deserto dunque si apriranno le porte del carcere, forse già domani. Non si sa ancora in quale istituto verrà portata, certo è che dovrà scontare una lunga detenzione. La donna ha appreso la notizia telefonicamente tramite il suo avvocato Eugenio Zaganelli. Lei l’attendeva i casa della madre in provincia di Brindisi. «Mi dispiace, ma devo accettare la condanna – ha detto la donna all’avvocato – non posso fare diversamente». Inizialmente era stata anche condannata per maltrattamenti, ma l’accusa è caduta in secondo grado. A Perugia la donna era stata condannata due volte a 15 anni di reclusione ma lei si è sempre detta innocente. E per lei i suoi avvocati Gianni ed Eugenio Zaganelli si sono battuti strenuamente.

Le richieste in Cassazione E infatti, a fare ricorso in Cassazione, erano stati  proprio loro chiedendo l’annullamento della sentenza di secondo grado. L’udienza davanti alla Suprema Corte era saltata due mesi fa per l’impedimento di uno dei due legali della donna. Ma lei in quella occasione  aveva dichiarato: «Sono tranquilla perché sono innocente e credo nella giustizia”. “Ha un po’ di paura – aveva aggiunto il legale – , ma sa di non aver commesso niente.  E spera che questa sentenza faccia un po’ di chiarezza».

L’omicidio La piccola Maria Geusa morì a a due anni e 7 mesi nell’aprile del 2004. Per l’omicidio della bambina, morta dopo atroci sofferenze, sta scontando l’ergastolo Giorgio Giorni, imprenditore edile di Città di Castello, datore di lavoro del padre della piccola, Massimo Geusa. Tiziana Deserto, si è sempre proclamata innocente, e prima che la Corte d’assise d’appello di Perugia confermasse la sentenza di condanna lei aveva detto loro: « giudicatemi serenamente perché sono innocente».

L’accusa La donna, dopo la  morte della bambina,  è tornata a vivere in Puglia insieme al marito, nel loro paese d’origine. L’uomo le è sempre rimasto vicino nonostante tutto.  Per l’accusa Tiziana Deserto, avrebbe «ceduto» la bambina a Giorni, consapevole delle violenze dell’uomo. Per l’accusa, mamma Tiziana non poteva non essersi accorta di «segni inequivocabili». E ancora, per l’accusa, c’era una «comunanza d’intenti» tra la donna e Giorni.

La difesa Gli avvocati della donna invece avevano invece sollecitato l’assoluzione della loro assistita. Secondo la loro ricostruzione infatti la Deserto, insoddisfatta della vita che conduceva, avrebbe visto nel datore di lavoro di suo marito «una svolta». Secondo la difesa, la donna si era innamorata di lui, si fidava talmente tanto da affidargli la bambina, anche e soprattutto, in vista di una futura convivenza, data per certa dalla Deserto.  Per questo la mattina in cui oi avvenne l’impensabile, quando lui si offrì di badare alla bimba invece di portarla all’asilo, lei ne fu ben felice, convinta che servisse per farli conoscere. Maria Geusa morì il 6 aprile 2004 nell’ospedale di Città di Castello dopo un giorno di coma irreversibile, due arresti cardiaci e sofferenze irripetibili testimoniate dal corpicino martoriato della piccola: lesioni interne ed esterne e gravi lesioni sessuali.

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2 replies on “La Cassazione conferma: 15 anni alla Deserto. Lei:«Mi spiace, ma devo accettare la condanna»”

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