di Francesca Marruco
«Sonia mi aveva detto che Umberto aveva le chiavi di casa sua e che loro avevano rapporti sessuali. Di Umberto mi diceva che lui aveva anche altre donne e lei era rammaricata per questo, però insisteva nel vederlo perché questo ragazzo le piaceva. Mi disse che si vedevano spesso a casa sua e che si incontravano solo per avere dei rapporti sessuali». Lo ha detto l’amica di Sonia Marra, Francesca Maraglino che lunedì ha testimoniato in aula durante il processo per omicidio volontario e soppressione di cadavere a carico di Umberto Bindella, che si è sempre dichiarato innocente.
La relazione con Umberto La ragazza è arrivata appositamente dalla provincia di Lecce per testimoniare al processo derivato dalla scomparsa della sua amica Sonia. Francesca ha raccontato di come Sonia, tornata a Perugia alla fine dell’estate 2006, le aveva spiegato di aver iniziato una relazione con un ragazzo di nome Umberto, che faceva la guardia forestale e che studiava presso la scuola di Montemorcino in cui Sonia lavorava come segretaria.
Parlava di Umberto «Il tema delle ultime chiamate – ha aggiunto ancora l’amica – era sempre Umberto. All’epoca avevo deciso di intraprendere una vita religiosa e Sonia mi disse: “Beata te che hai scelto: se io potessi tornare indietro, se avessi saputo prima, certe cose non le avrei fatte”. Riguardo alla storia con il nuovo ragazzo lei mi diceva che lo conosceva poco. “Sonia – le dicevo – sii prudente, cerca di conoscerlo bene prima di andare avanti con questa relazione”. Ma lei era molto contenta dei rapporti sessuali che aveva con lui. Mi disse anche che Umberto era molto più bravo di Michele e che aveva conosciuto il primo ad una festa diocesana della fine della scuola. Mi aveva molto colpito che lei, riservata e seria, avesse dei rapporti sessuali con una persona che conosceva poco».
Bindella: mai avuto le chiavi Terminata l’udienza, Umberto Bindella ha subito smentito ai giornalisti presenti di aver mai posseduto le chiavi di casa di Sonia Marra e di aver avuto una relazione sessuale con lei. Il processo è stato rinviato a lunedì prossimo quando verranno sentite la suora amica di Sonia e la signora che le affittò la casa a Perugia. Intanto in aula lo scontro tra le parti è continuo e il clima rimane molto teso, tanto da provocare battibecchi molto frequenti a cui mette fine solo il presidente della Corte Aldo Criscuolo.
Le parole di don Rino In precedenza, durante l’udienza, è stato ascoltato anche don Rino Bartolini, preside della scuola di Teologia: «Piero (fratello di Sonia, ndr) mi chiamò la mattina presto – ha spiegato il sacerdote in aula – per dirmi se potevo andare a controllare a casa sua che Sonia non rispondeva. Andai a casa, suonai e parlai con una signora che viveva al piano superiore che sembrava sorpresa dalla mia domanda. Le tapparelle di casa di Sonia erano chiuse. Pensai fosse andata a fare un esame e così dissi “non ci allarmiamo prima del tempo”». Il fratello di Sonia durante la sua deposizione, nel corso della precedente udienza, aveva detto di aver chiamato il sacerdote la sera precedente.
Depositato supplemento di istruttoria In apertura, i magistrati hanno depositato un supplemento di istruttoria contenente la copia del libretto universitario, un’agenda «Smemo», una prescrizione medica a nome della ragazza e i tabulati telefonici di una utenza in uso a Sonia Marra. I pm hanno anche depositato la lista degli esami sostenuti da Umberto Bindella e il riepilogo con le sue presenze alla scuola di Teologia di Montemorcino, a Perugia, che Umberto frequentava e nella quale Sonia lavorava come segretaria.
Il giallo del verbale Tra i documenti portati all’attenzione della Corte, anche il verbale di un esame del febbraio 2006 in cui il nome di Umberto Bindella risulta cancellato con il bianchetto. Per l’accusa, quella cancellatura sarebbe stata fatta da Sonia Marra per aiutare Bindella. Che poi le avrebbe chiesto di rimuove il suo nome dal documento perché lui stava frequentando ancora quel corso d’esame. Ma don Bartolini in tribunale ha detto invece che la calligrafia sarebbe di suor Vinerba. Misteri, che non accennano a diminuire nell’intricato giallo della scomparsa di Sonia Marra.

