Orfeo Goracci, ex sindaco di Gubbio

di Francesca Marruco

Ha parlato a ruota libera per quasi tre ore. Dalle presunte molestie sessuali al commissariamento del Comune passando per il cosiddetto gruppo Goracci. Un Orfeo Goracci che non ci sta a passare come «lo zar» di una Gubbio gestita da lui e da un manipoli di suoi fedelissimi in barba alla corretta gestione della cosa pubblica. E si difende. Attaccando. E lo fa parlando di «gogna mediatica» a cui sarebbe stato sottoposto, e di un’inchiesta  che in realtà era un «complotto architettato contro di me e i miei amministratori. Una cosa studiata a tavolino».

Decisione unanimi «Quando venivano redatte – attacca Goracci – le delibere le decisioni venivano prese all’unanimità ma solo alcuni del gruppo-Goracci sono stati indagati. Abbiamo sempre rispettato la legge», ha detto tra l’altro Goracci davanti al gup Luca Semeraro. E aggiunge: «In nessuno dei capi d’imputazione si parla di soldi e non ho avuto nessun vantaggio economico». L’ex sindaco di Gubbio ed ex vicepresidente del consiglio regionale, ha invece detto di essere stato « distrutto sotto il profilo politico, personale e professionale».

Nessuna violenza Per il profilo personale, Goracci ha detto di essersi sentito devastato per le accuse di molestie di una ragazza. «E’ l’accusa più devastante  – ha detto in aula -. Neanche sulle serpi ho mai usato violenza, figuriamoci con una donna. Era lei ad avvicinarsi a me. Si complimentava per le mie belle mani e per la mia intelligenza. Un giorno la incontrai per consegnarle una delibera, era molto contenta e mi diede un bacio. E io non mi sono scanzato».  L’ex sindaco di Gubbio ha anche ammesso in aula di aver avuto, in un secondo momento, un rapporto sessuale, con la ragazza « consenziente».

I vigili Tra gli accusatori di Goracci ci fu anche un’agente della polizia municipale. A questo proposito Orfeo Goracci ha detto: «Sono stato sputtanato in tutta Italia per una frase («O eri donna e cedevi alle avances del sindaco o eri fuori dai giochi») ma lei non aveva i requisiti di anzianità». Quanto alla stabilizzazione di alcuni precari del Comune, ha detto: «Sono orgoglioso di aver stabilizzato 51 persone. Avevano i requisiti, nessun giudice può condannarmi per questo».

Fuga di notizie Goracci ha anche attaccato su quella che lui ha definito «gogna mediatica». E lo ha fatto sostenendo che  «Di alcuni indagati non vengono pubblicate neppure le iniziali del nome». Goracci ha lasciato intendere che la responsabilità della fuga di notizie era della Procura. Ma in aula il pm Mario Formisano, con cui ci sono stati attimi di tensione, ha ribattuto dicendo che «pochi hanno avuto i suoi mezzi per replicare».

Addolorato per commissariamento Parla anche del recentissimo commissariamento l’ex sindaco Goracci, e diche che «non è frutto dell’azione dei banditi ma della cattiva politica. Gubbio non è un gulag – dice ancora – e questa vicenda è una grossa macedonia». «Ricostruisco ogni cosa attraverso la mia agenda. Ho l’abitudine, come Nenni, di segnare tutto ciò che faccio».

 Le accuse Goracci è stato accusato, dai sostituti procuratori Antonella Duchini e Mario Formisano, di essere a capo di una presunta associazione per delinquere con le due sorelle Ercoli, Cecili, Stocchi, Cappannelli, Cernicchi, Panfili e Cristiano, per commettere «una serie indeterminata di delitti di abuso di ufficio, concussione, falso in atti pubblici, soppressione di atti pubblici», nonché di avere «stabilmente piegato lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati consistenti in vantaggi politico-elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e/o sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi o per soggetti loro legati per vincoli di vicinanza politica, amicizia e sessuali (per il Goracci) con pari ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all’amministrazione ritenuti invisi o ostili al sodalizio che venivano stabilmente posti in condizioni di emarginazione, sfavoriti, danneggiati nello sviluppo della carriera, minacciati, estorti ed ingiustamente penalizzati, in un generale clima di intimidazione e di paura instaurato e mantenuto dal sodalizio all’interno del Comune di Gubbio».

Soddisfatti L’avvocato Franco Libori, che difende Goracci, si è detto soddisfatto dell’esito dell’interrogatorio. Che comunque non è finito. E’ stato rinviato all’undici luglio, quando Goracci verrà controinterrogato. E quando forse potrebbe iniziare la discussione dell’inchiesta Trust.

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