All’indomani delle motivazioni che il giudice Luca Semeraro ha depositato in merito alla sua sentenza sull’inchiesta che ha implicato l’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, prosciolto per alcuni reati ma comunque rinviato a giudizio per associazione a delinquere, falso e tentata concussione, insieme ad altre sette persone, l’avvocato di parte civile Laura Modena, mette nero su bianco una serie di considerazioni sulla sentenza stessa. Per il legale, che difende la vigilessa Nadia Minelli, e altri dipendenti del Comune , «le motivazioni della sentenza confermano la nostra prima impressione: si è trattato di un’opera di cesello in puro punto di diritto che ha lasciato intatti i reati più gravi e la complessiva ricostruzione del modus operandi degli imputati nell’amministrare la cosa pubblica».
Il Niv «Per esempio – scrive l’avvocato Laura Modena -, per la vicenda del Niv, il dott. Semeraro ha fatto applicazione della legge Severino che ha spacchettato la concussione ed è, per certi aspetti, più favorevole rispetto alla normativa previgente: la concussione richiede oggi un abuso costrittivo, una violenza o una minaccia nette, oltre ad un’utilità per il concussore. Per i membri del Niv il Gup ha ritenuto che ci siano state pressioni per modificarne l’operato, tanto che ha rinviato a giudizio Goracci e gli altri per il reato di abuso d’ufficio, ma – grazie alla legge Severino- queste pressioni non sono più sufficienti a costituire una violenza o una minaccia richieste oggi in modo pregnante dalla nuova norma. Ecco perché c’è stato un proscioglimento, non certo perché i membri del Niv siano una manica di bugiardi».
Resta la tentata concussione «Per i reati correlati a Nadia Minelli – precisa ancora il legale – è stato escluso solo l’abuso d ‘ufficio contestato in relazione all’epilogo della vicenda, ossia la conclusione del suo incarico di Dirigente e il suo spostamento all’Anagrafe, attribuiti, in sostanza, alla Giunta Guerrini: nulla è stato toccato sulla tentata concussione per il cambio di profilo, per la quale ci si rivedrà in aula il prossimo 10 febbraio. Si vedano ancora i proscioglimenti per i vari reati di falso: la sentenza non nega che gli imputati si siano affrettati a portarsi a casa atti comunali, anzi, lo conferma; il gup ha prosciolto solo perché si trattava di mere fotocopie o delle copie di atti interni del singolo ufficio o assessore. Emblematica la vicenda della signora Procacci: il gup ha ritenuto che non avesse comunque i requisiti per essere stabilizzata, ma non ha affatto smentito che Goracci le abbia detto “Qui decido io. Lei per me non entra”, il che è gravissimo perché la dice lunga su come andassero le cose a Gubbio. Gli imputati non hanno finito qui: il prossimo anno inizia un processo in cui sono chiamati a rispondere di reati gravissimi, tra cui associazione per delinquere, concussione tentata ai danni di Nadia Minelli, abuso d’ufficio ai danni del Niv e tutta una serie di reati (concussioni e altro) ai danni del dottor Silvestri: dopo un setaccio così attento da parte del Gup, questi reati arrivano al dibattimento ancora più blindati».
