di Fra. Mar.

L’interrogatorio più atteso è rinviato al 23 maggio prossimo. Orfeo Goracci, insieme a Maria Cristina Ercoli, sarà l’ultimo a parlare davanti al giudice per l’udienza preliminare. Giovedì invece al tribunale di Perugia, a parlare, molto a lungo, quasi sette ore, sono stati tutti gli altri, che erano stati arrestati insieme all’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci.

Le accuse Agli otto, a vario titolo, i pm Antonella Duchini e Mario Formisano, imputavano l’associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, alla concussione, alla soppressione di documenti e al falso. In altre parole, secondo l’accusa, avrebbero piegato la gestione dell’amministrazione comunale ai loro voleri. Ma loro non ci stanno ad essere dipinti come coloro che facevano della cosa pubblica, una ‘cosa loro’ e hanno chiesto di poter parlare e difendersi.

Ore di deposizioni E così, uno dopo l’altro, Cappannelli, Ercoli, Panfili, Stocchi, hanno cercato di spiegare che loro sono innocenti. Che la loro detenzione preventiva è stata uno sbaglio. Che non stavano cercando di depistare alcuna indagine poco prima di finire in carcere nel febbraio dello scorso anno. Nelle lunghe deposizioni degli indagati, in generale, tutti hanno cercato di mettere in evidenza quando non avevano avuto responsabilità.

Critiche alle parti offese Contemporaneamente, più o meno tutti, hanno cercato di muovere delle critiche alle parti offese, a quei dipendenti del Comune che denunciarono di essere ‘vittime del sistema Goracci’. Gli indagati infatti hanno insinuato che anche loro erano mossi da interessi non troppo nascosti. La linea dunque è quella che si ipotizzava già nel momento in cui tutti hanno chiesto di parlare, ed è quella della negazione di qualsivoglia addebito e comportamento illecito.

Le contestazioni dei pm Un muro che i pm Duchini e Formisano hanno cercato di scalfire con contestazioni precise e puntuali su intercettazioni e comportamenti tenuti durante l’indagine. Ma lo scontro è totale. E non c’era altro da aspettarsi, viste le premesse. Si torna in aula tra due settimane. Con Goracci ed Ercoli. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Franco Libori, Marco Brusco, Ubaldo Minelli, Mario Monacelli e Giancarlo Viti. Laura Modena e Nicola Di Mario per le parti civili.

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