di Francesca Marruco

Si va a processo si, ma con molte accuse in meno. Il giudice per l’udienza preliminare Luca Semeraro, dopo quasi dieci ore di camera di consiglio, è uscito con dieci pagine di dispositivo in cui spiegava che Orfeo Goracci e alcuni degli altri indagati insieme a lui devono essere processati, ma per molte meno contestazioni di quelle che gli muoveva la procura. Resta dunque l’associazione a delinquere ( che evidentemente è l’accusa più pesante e il fatto che non sia caduta ha un significato) e cadono molti episodi di abuso d’ufficio e concussione. In due sono stati prosciolti da tutto: si tratta dell’ex presidente del consiglio regionale Antonella Stocchi e del dipendente del Comune Marco Ottaviani.

LE IMMAGINI SUL CASO GORACCI

Nessuna violenza Goracci inoltre è stato prosciolto dall’accusa di violenza sessuale, e da molte contestazioni di abuso d’ufficio e concussione. Per il proscioglimento dall’accusa di violenza sessuale, Goracci, affiancato dall’avvocato Franco Libori, si è detto molto soddisfatto. «Goracci inizia finalmente ad avere giustizia», dice un emozionato Libori dopo la lettura del dispositivo, in cui secondo lui, le contestazioni sono «diminuite notevolmente e sostanzialmente».

IL CASO GORACCI. VIDEO

A processo e prosciolti A processo dunque andranno l’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, Maria Cristina Ercoli, braccio destro di Goracci ed ex assessore al Bilancio; Lucio Panfili, ex assessore all’ambiente; Lucia Cecili, dirigente comunale al Personale, Graziano Cappannelli, ex assessore al Commercio, Nadia Ercoli, sorella di Maria Cristina e funzionaria del comune alla polizia municipale, Paolo Cristiano, ex segretario comunale di Gubbio, Umberto Baccarini, addetto dell’ufficio protocollo. Prosciolti invece Antonella Stocchi, ex presidente del consiglio comunale e Marco Ottaviani, dipendente del Comune incaricato del servizio di «messo comunale». Gli indagati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Marco Brusco, che raggiunto telefonicamente stenta a contenere la sua soddisfazione parlando di una “strage di accuse”, Ubaldo Minelli, Mario Monacelli, Franco Libori, David Brunelli, Marco Marchetti, Luigi Santioni e Giuseppe De Lio.

Tutti soddisfatti Le difese sono moderatamente soddisfatte. Certo non possono esserlo del tutto perché il giudice comunque li ha mandati a processo, ma il fatto che per molte accuse sia arrivato il proscioglimento, non può non contare per i legali che hanno affrontato oltre un anno di udienze prima di arrivare a questa decisione. Dell’avviso opposto l’avvocato Nicola Di Mario, che rappresentava il Comune costituito parte civile. Per il legale infatti, il fatto che l’associazione a delinquere sia rimasta, sta a significare che l’impianto dell’accusa, è ben strutturato.

Le accuse In nove erano stati arrestati (5 in carcere e 4 ai domiciliari) il 14 febbraio del 2012. Goracci è accusato, dai sostituti procuratori Antonella Duchini e Mario Formisano, di essere a capo di una presunta associazione per delinquere con le due Ercoli, Cecili, Stocchi, Cappannelli, Cernicchi, Panfili e Cristiano, per commettere «una serie indeterminata di delitti di abuso di ufficio, concussione, falso in atti pubblici, soppressione di atti pubblici», nonché di avere «stabilmente piegato lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati consistenti in vantaggi politico-elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e/o sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi o per soggetti loro legati per vincoli di vicinanza politica, amicizia e sessuali (per il Goracci) con pari ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all’amministrazione ritenuti invisi o ostili al sodalizio che venivano stabilmente posti in condizioni di emarginazione, sfavoriti, danneggiati nello sviluppo della carriera, minacciati, estorti ed ingiustamente penalizzati, in un generale clima di intimidazione e di paura instaurato e mantenuto dal sodalizio all’interno del Comune di Gubbio». La procura nel formulare le accuse ha parlato anche di costante inquinamento delle prove.

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