L’ingresso del carcere di Capanne (©Fabrizio Troccoli)

di M.R.

Dopo la presa di posizione della madre di Asia rispetto al tavolo di confronto sul caso clinico della 21enne di Terni, l’Usl Umbria 2 puntualizza che il summit era riservato ai professionisti dei servizi sanitari competenti; tuttavia la stessa azienda sanitaria ha fatto sapere di essere disponibile al dialogo con la famiglia della paziente a margine del vertice. E in effetti la donna è stata contattata e aggiornata sulla situazione. Con amarezza, avrebbe però appreso che, nonostante l’obbligo di Rems disposto dal giudice, per togliere Asia dalla strada, si farebbe largo l’ipotesi di una reclusione in carcere.

Ctu Agli atti del procedimento per rapina in concorso, infatti, c’è una nuova perizia psichiatrica, elaborata dallo stesso prof di Bologna che certificò nel’ottobre 2024 come Asia fosse bipolare, borderline e dissociata dalla realtà, con annessi problemi di tossicodipendenza e incapace di intendere e di volere al momento di un precedente reato commesso. In questo caso, la relazione è datata 12 agosto 2025: la ragazza viene ritenuta capace di intendere e volere, con disturbo da cannabis e oppiacei, con disturbo Bipolare tipo I in assenza di danni neurologici. Si legge altresì che non esiste un rapporto diretto tra il disturbo psicopatologico accertato e il comportamento criminale che la stessa sovente assume. 

Terni Alla richiesta del Tribunale se vi siano misure di sicurezza diverse da il ricovero in Rems in grado di assicurare non solo adeguate cure, ma anche di fare eticamente fronte alla pericolosità sociale dell’indagata, il consulente tecnico, nominato dal Gip, riferisce che «ogni ipotesi di trattamento residenziale senza restrizione di libertà necessita di un minimo di coscienza di malattia e di consenso ed è destinata a fallire come è dimostrato dalla storia sanitaria anamnestica della giovane. Ci sono Comunità – aggiunge – con buone capacità di contenimento come la Comunità Incontro di Amelia ma tutte sono su base volontaria e anche se attrezzate non possono limitare la libertà personale in assoluto ma mettere in atto solo condotte, tentativi di persuasione come recentemente è accaduto proprio nella comunità Incontro dove gli operatori del Csm avevano accompagnato Asia».

Ipotesi carcere C’è di più. Nel parere si legge che «data la indisponibilità da parte di Asia ad intraprendere un percorso di cura il Centro di Salute Mentale di Terni suggerisce di tenere in considerazione il fatto che il periodo di cura maggiore a cui si sia mai sottoposta la paziente è stato quello trascorso durante la restrizione in carcere presso Capanne, e che, dati i fallimenti nell’aderire ai progetti territoriali-comunitari, sarebbe opportuno valutare misure restrittive, al di fuori di ricoveri impropri in ambito psichiatrico, tali da poter mettere in atto nell’immediato per salvaguardare la salute della paziente messa a rischio dalle condotte di abuso e da quelle delittuose che ne derivano».

Capace di intendere e volere «In Umbria – si legge ancora nella relazione del perito –non ci sono Rems e vengono utilizzate strutture nella vicina Toscana. Non risultano reparti di osservazione psichiatrica presso strutture penitenziarie; recentemente – riporta il professionista nella relazione evidenziando l’assenza di estremi per ricovero in Tso o d’urgenza – per ragioni di bugdet è stato chiuso il Reparto do Osservazione Psichiatrica presso la Casa Circondariale di Spoleto». Tuttavia, da Spoleto, la responsabile del Csm, dottoressa Dalila Battistini, fa sapere che il reparto è aperto e funzionante, ma in ogni caso non ci sarebbero a disposizione posti per le donne. 

Rems e interdizione Successivo a quella relazione è comunque il provvedimento del giudice tutelare che dispone ancora il ricovero in Rems, indicando la struttura Athena di Macerata, nonché dando mandato ai servizi che hanno in carico la giovane di individuare nell’immediato una struttura eventualmente alternativa in caso di indisponibilità in quella Comunità: l’atto è datato 27 agosto ma per Asia si starebbe invece valutando il carcere mentre il tentativo di gestione delle cure in casa sta fallendo e la giovane continua a sfuggire al controllo della madre. Per fine mese, fissata udienza per l’interdizione del soggetto. 

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