«Il Tribunale di Sorveglianza di Spoleto ha disposto un obbligo di inserimento in Rems e il Giudice Tutelare ha emesso un decreto coercitivo che dispone ad Usl Umbria 2 di individuare una struttura sanitaria idonea per mia figlia. Questa mattina, dopo anni di silenzio, è stato istituito un tavolo tecnico sulla situazione: si sono riuniti i tre servizi – Servizi Sociali, Serd e Csm – un confronto che sarebbe dovuto avvenire almeno sei anni fa, da quando mia figlia è stata formalmente presa in carico. Invece sei anni sono andati persi, ho lottato da sola e oggi vengo esclusa dalle discussioni sulla salute e la vita di mia figlia». A parlare in questi termini è la mamma di Asia, che ha reso del tutto pubblico il suo caso quando c’era necessità di cercare la 21enne scomparsa dalla comunità in cui era stata temporaneamente inserita come soluzione tampone.
Terni «La sua salute e la vita della nostra famiglia in questi sei anni sono state lasciate in balìa dell’abbandono – denuncia -. Nonostante l’istanza del nostro avvocato Valeria Passeri, la famiglia di Asia è stata esclusa dall’incontro odierno con la motivazione che si trattava soltanto di un aggiornamento tra servizi sociali e specialistici. Una decisione che appare paradossale, considerando che proprio alla famiglia viene affidato il compito di caregiver per la gestione della terapia farmacologica. Chiedo con forza che non si continui a discutere ‘sulla pelle’ di mia figlia senza il coinvolgimento della famiglia, unico punto di riferimento costante e quotidiano. Non è più tempo di rinvii: servono risposte concrete, immediate e umane, lungi da scongiurate deresponsabilizzazioni che porterebbero verificarsi a fronte di perizie psichiatriche stranamente contraddittorie tra loro».
Asia «Ribadisco – conclude – il coinvolgimento immediato della famiglia nelle decisioni relative alla situazione di mia figlia, un piano di intervento concreto e tempestivo per garantire la salute e il benessere di mia figlia, la responsabilizzazione degli enti coinvolti. Non possiamo più attendere. La salute e il benessere di mia figlia sono in gioco, e nessuna persona può ritenersi perduta in questi casi di profonda sofferenza e solitudine».
