I due sono stati arrestati sabato mattina dai carabinieri

Quasi quattromila persone truffate tra Umbria e Piemonte. E’ uno dei risultati dell’indagine denominata «Tutto Truffa» condotta dai carabinieri di Numana e Osimo e coordinata dal pm di Ancona Rosario Lioniello. Carabinieri e procura hanno scoperto «un’organizzatissima banda di specialisti» in grado di falsificare inserzioni e contratti commerciali ai danni di migliaia di ignari cittadini. In particolare, dopo cinque mesi di indagine che hanno portato al fermo di due persone e alla denuncia di altre sette, è stato scoperto che la banda affittava case vacanza a Numana, nel Conero, poi risultate inesistenti, e propinava contratti di energia elettrica. Una ventina le persone truffate con le case fantasma, 3.700 quelle coi falsi contratti. Nell’uno e nell’altro caso, al momento non è chiaro quanti siano gli umbri complessivamente coinvolti.

La banda I due fermati, ora in carcere a Montacuto, considerati le menti e i capi dell’organizzazione, sono accusati di truffa, frode informatica, falsità materiale in scrittura privata, uso d’atto falso, sostituzione di persona. Sono B.A., un commerciante bresciano di 29 anni residente a Pedaso (Fermo), e un altro commerciante, S.W.G., 29enne di Torino domiciliato a Civitanova Marche (Macerata), entrambi già noti alla giustizia. Denunciati per gli stessi reati S.M.D., 38 anni, di Moncalieri, residente a Pedaso; A.L. di 37 anni, nata a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) e residente a Pedaso, commerciante; R.B., albanese di 24 anni residente a Civitanova Marche, incensurata, in regola con il permesso di soggiorno.

Le indagini Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine gli accusati della banda, «composta anche da persone insospettabili e attiva oltre che nelle Marche anche in Piemonte, Umbria e Lazio», hanno architettato con altre persone la truffa dei contratti fingendosi dipendenti di una società satellite della Sorgenia, azienda fornitrice di energia elettrica, stipulando circa 3.700 persone tra Umbria e Piemonte. Una truffa che ha permesso di incassare provvigioni per 326 mila euro. Le indagini, portate avanti in questo caso con la collaborazione dei carabinieri di Oleggio (Novara), hanno portato alla denuncia di G.E., 34 anni, di Borgomanero (Novara), imprenditrice; C.M., 45 anni, di Oleggio, imprenditrice; B.V., di Borgomanero, 40 anni, residente a Orta San Giulio, dirigente d’azienda; M.R., novarese di 55 anni residente a Oleggio, agente di commercio, tutti incensurati. B.A., S.W.G. e S.M.D. Sono stati anche denunciati per tentata estorsione a causa delle minacce fatte ai danni del legale rappresentante della Sorgenia. Minacce fatte allo scopo di costringerlo ad autorizzare il pagamento delle provvigioni riguardanti gli ultimi contratti stipulati, da questi interrotto dopo aver sospettato la truffa.

Case fantasma Il primo filone d’indagine invece, come detto, è quello delle case vacanza fantasma. In questo caso ad insospettire i militari sono stati alcuni annunci pubblicati su noti siti web specializzati in contrattazioni commerciali. L’attenzione degli investigatori è caduta su proposte d’affitto per il periodo estivo, con molte persone che per soggiornare in una casa che non esiste hanno versato però soldi verissimi. Secondo i carabinieri e la procura, fino a seimila euro come anticipi versati su carte di credito prepagate

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.