di Iv. Por.
Un’associazione a delinquere ramificata e complessa che clonava bancomat e carte di credito in tutta Italia. La polizia postale di Perugia sta procedendo all’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip Lidia Brutti per associazione a delinquere finalizzata all’installazione di apparecchiature atte a catturare i codici delle carte di credito o debito ed alla falsificazione delle carte stesse.
Oltre 50 colpi Le indagini degli uomini diretti dal vicequestore aggiunto Annalisa Lillini – coordinati dal sostituto procuratore Claudio Cicchella – hanno permesso di individuare un’articolata organizzazione criminale transnazionale, composta da cittadini rumeni. Nell’ultimo anno il gruppo si è reso responsabile di oltre 50 attacchi ai bancomat dislocati in tutta Italia. Gli arresti sono stati eseguiti in diverse regioni.
Le indagini da Assisi Tutto è partito dall’arresto di tre rumeni nel settembre 2012 a Santa Maria degli Angeli, frazione di Assisi, mentre con uno skimmer (un apparecchio installato su un Postamat che permette di carpire con un sensore applicato alla bocchetta la “strisciata” della carta e con microcamera il pin) cercavano di clonare carte bancomat. Lo stesso gruppo, qualche giorno prima aveva colpito alle Poste di Elce, a Perugia. Gli accertamenti sui loro tabulati telefonici ha permesso agli investigatori di risalire all’intreccio di rapporti criminali esteso in tutta Italia. Un lavoro certosino perché il gruppo immediatamente disattivò le utenze.
«Il latte è abbondante» Ma le intercettazioni della Polposta proseguirono, anche su software di messaggistica istantanea. Tanto che presto gli inquirenti hanno decodificato il linguaggio in codice usato: «La capra munge bene, il latte è abbondante» significava che quel bancomat stava fruttando molto denaro. Nei loro raid (sempre nei fine settimana) veniva individuato, infatti, un luogo e lì, installato lo skimmer, si iniziava a carpire codici. Poi un tecnico li riproduceva su carte vergini e poi si «mungeva» presso altri sportelli o in negozi compiacenti per fare acquisti. In totale sarebbero stati prelevati non meno di 150 mila euro, ma il danno complessivo, anche alle apparecchiature, è stato quantificato in 500 mila euro.
Modus operandi La banda in un anno ha colpito in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria. Nel gruppo aveva ognuno il suo compito: i due capi, le menti informatiche, erano a Ravenna e Torino, ma gli arresti sono stati eseguiti anche nel Lazio, in Lombardia, e nelle Marche in collaborazione con i compartimenti della polizia postale territorialmente competenti. Per alcuni degli indagati si è dovuto ricorrere all’Interpol per localizzarli ed arrestarli in Romania (dieci) e Danimarca (due). Nell’indagine ha collaborato anche il dipartimento sicurezza di Poste italiane.
