I dati diffusi dalla polizia penitenziaria (Foto F.Troccoli)

Troppi detenuti nelle carceri umbre, poco meno della metà sono stranieri e uno su cinque tossicodipendente. Sono i dati forniti lunedì in occasione della festa della polizia penitenziaria.

I numeri Attualmente negli istituti di pena umbri (Perugia, Spoleto e Terni) sono rinchiuse 1.715 persone, 1.635 uomini e 80 donne. I posti teorici sono invece 1.586 in tutto. Il 42,8% sono stranieri e il 21,5% tossicodipendenti. Dei 110 reclusi con condanne definitive all’ergastolo, però, soltanto uno è straniero. I detenuti al 41 bis, il cosiddetto carcere duro, a Spoleto e Terni, sono 106. Per quanto riguarda la sezione femminile del carcere di Perugia, nel 2010 sono stati nove i bambini ospitati insieme nelle apposite celle: due di loro non avevano ancora compiuto un anno d’età.

Organico carente e problemi da affrontare In questo contesto gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono complessivamente 785, tra i quali 64 agenti del Gom, lo speciale nucleo del corpo. La pianta organica – è stato spiegato – prevede invece 1.060 unità. Gli agenti umbri hanno dovuto gestire anche 246 atti di autolesionismo, 20 tentativi di suicidio e 155 scioperi della fame. Sedici, invece, le aggressioni subite dagli appartenenti alla polizia penitenziaria e 175 ferimenti tra detenuti. Il corpo è stato inoltre impegnato in attività antidroga. Sono stati sette i sequestri: a Orvieto è stata trovata sostanza stupefacente all’interno del doppio strato di una cartolina, a Terni in un accappatoio nel casellario, in altri casi nella serratura di una porta o in ovuli di eroina ingeriti.

Scuola e corsi Nella sezione maschile del carcere di Capanne sono attivi due corsi di scuola elementare frequentati da 12 detenuti, e uno di scuola media alle cui lezioni partecipano altre undici persone. Tra i corsi professionali svolti a Terni quello dedicato alla realizzazione di mosaici impegna undici detenuti, sono 16 invece gli aspiranti pizzaioli ad Orvieto (a sette di loro è stato riconosciuto l”attestato di qualifica), mentre sono una trentina le detenute che a Capanne si dedicano a corsi di informatica utilizzando i dieci computer donati dalla Fondazione Italia-Usa.

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