di Enzo Beretta
Dal 2021 al 2025 gli ingressi di detenuti arrestati in Umbria sono diminuiti, passando da 648 a 510 unità. Allo stesso tempo, però, è aumentata la popolazione detenuta presente nelle quattro carceri umbre: dai 1.334 detenuti del 2021 ai 1.675 registrati al 1° dicembre 2025, con un sovraffollamento del 25% rispetto alla capienza regolamentare (1.339 posti). Ne dà notizia la Procura generale di Perugia.
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I carceri più affollati Le strutture più colpite risultano le case circondariali di Perugia e Terni, entrambe con un sovraffollamento superiore al 35%, mentre a Spoleto il problema riguarda la sezione di media sicurezza. L’aumento è legato anche a trasferimenti da altre regioni per ragioni di ordine e sicurezza.
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Carceri umbre: 34% detenuti stranieri Sul piano della composizione della popolazione detenuta, si registra la presenza di 573 detenuti stranieri su 1.675 totali (oltre il 34%). La casa circondariale di Perugia ospita da sola 249 stranieri su 490 detenuti, cioè oltre il 50%. Le nazionalità prevalenti sono Marocco (109), Tunisia (105), Albania (79), Nigeria (58) e Romania (57), rappresentando il 61% degli stranieri presenti.
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Reati in cella Preoccupante il numero di reati commessi all’interno delle carceri: nel 2025 si sono registrate 84 aggressioni fisiche al personale di Polizia Penitenziaria, dato analogo agli 82 episodi dell’anno precedente. Sono stati accertati anche 21 casi di introduzione di sostanze stupefacenti e 24 episodi di rinvenimento di coltelli rudimentali. Particolarmente significativo viene ritenuto l’aumento dei telefoni cellulari sequestrati: da 73 dispositivi nel 2024 a 104 nel 2025, con un incremento superiore al 42%. La maggior parte dei telefoni è risultata in possesso di detenuti italiani del circuito di alta sicurezza, mentre altri apparecchi sono stati trovati in aree comuni o spazi esterni, pronti per essere introdotti negli istituti. L’introduzione di questi dispositivi, spesso tramite tecniche di contrabbando sempre più sofisticate, rappresenta una minaccia concreta perché consente ai detenuti di mantenere contatti illeciti con l’esterno e proseguire attività criminali. Per questo, la Polizia Penitenziaria ha intensificato controlli e indagini, avvalendosi anche di nuove tecnologie.
La Rems L’assenza di una Rems regionale, Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – è stato detto – continua a generare situazioni di grave disagio nella gestione dei soggetti affetti da disturbi psichiatrici. Si tratta di criticità che la Procura generale di Perugia – ricorda – segnala da tempo e che trovano conferma anche nella bozza del Piano sociosanitario regionale 2025-2030 della Regione Umbria, la quale recepisce integralmente le stesse problematiche riconoscendone l’urgenza e la necessità di interventi strutturali.
