«La Polizia Penitenziaria è allo stremo e non accetterà più il ruolo di carne da macello. Il Sappe di Terni, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, dichiara lo stato di agitazione del personale e preannuncia manifestazioni di protesta qualora non dovessero essere assunti al più presto i richiesti provvedimenti». Resta alta la tensione al carcere di Terni, dopo che sabato scorso un detenuto ha tentato il suicidio prima di essere messo in salvo dagli agenti. Intanto il sindaco di Terni Leonardo Latini ha avuto un colloquio con il direttore della casa circondariale. Luca Sardella, e sta «valutando con lui una visita al carcere per verificare di persona la gravità dei fatti che stanno accadendo e concordare possibili interventi».

I casi «La prima rivolta – spiega il Sappe – risale a sabato, sedata dopo ore di trattative tra i vertici della Polizia Penitenziaria e i ristretti che rifiutavano di rientrare in cella perché convinti che il detenuto che aveva tentato il suicidio, e prontamente soccorso, fosse morto. Da quel momento ogni scusa è stata buona per protestare violentemente, approfittando del fatto che il personale è disarmato, arrivando addirittura a minacciare di denunce per il reato di tortura i poliziotti. Insomma, la Polizia Penitenziaria di Terni sta tra l’incudine (i detenuti) e il martello (i superiori) inerme ed impotente nel lasciare il carcere nelle mani dei facinorosi. Oltretutto gli ammutinamenti sono messi in atto sempre dopo le ore 14 per approfittare della riduzione pomeridiana di personale, che oltre che inerme diventa anche numericamente inconsistente. Le motivazioni pretestuose e strumentali vanno dalle telefonate che vogliono fare quando decidono loro e non quando sono previste da regolamento, al voler scegliere con chi stare in cella e fino alla pretesa di sigarette o altri generi di sopravvitto».

Il personale «Nel frattempo, il personale è allo stremo delle forze perché obbligato a permanere in servizio oltre il turno ordinario e fino alla fine dell’emergenza, restando intere giornate in prima linea ad aspettare che ritorni la calma». «Oggi si sono verificati gli episodi più gravi con tre sezioni in rivolta: frigoriferi sbattuti a terra, bombolette di gas usate per minacciare di incendiare le sezioni e i più scalmanati, armati di lamette, che sanguinanti si scagliavano contro ai colleghi. Non è più possibile andare avanti in questo modo: con le carceri ingovernabili perché la Polizia Penitenziaria ha perso autorità ed autorevolezza».

Il sindaco Latini Della questione si è occupato anche il sindaco Leonardo Latini. «Le notizie che arrivano dalla casa circondariale di Sabbione sono preoccupanti e ci riferiscono di una situazione che rischia di divenire insostenibile, a causa di atteggiamenti e comportamenti violenti di alcuni detenuti. Per questo, oltre ad esprimere piena solidarietà agli agenti e al personale impegnato nel carcere di Terni, m’impegnerò in prima persona per capire quali siano i problemi da risolvere, così da intervenire sui nostri parlamentari che si sono già mobilitati a partire dagli onorevoli Caparvi e Saltamartini, per segnalare la situazione al ministro competente, chiedendo conto dei fatti di Terni e proponendo interventi immediati per evitare ogni ulteriore degenerazione».

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