Nuova aggressione nel carcere di Spoleto, dove un agente è rimasto ferito al viso e a una mano. L’episodio violento risale alla serata di domenica 19 gennaio ed è stato denunciato nelle ultime ore dal segretario regionale del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria) Fabrizio Bonino. Il detenuto, si tratta di un magrebino che già in passato si era reso protagonista di comportamenti violenti e che è stato trasferito in Umbria dalla Toscana, ha dato in escandescenze danneggiando alcuni oggetti presenti nella sua sezione di reclusione, dopodiché ha colpito con una testata l’assistente capo della polizia penitenziaria intervenuto per contenerlo. Contro l’agente il detenuto ha anche lanciato un oggetto colpendolo alla mano e fratturandogli alcune dita.
Il poliziotto è stato portato in Pronto soccorso dove è stato sottoposto alle medicazioni e agli accertamenti diagnostici del caso per poi essere dimesso con una prognosi pesante, ovvero di 30 giorni. «Questa aggressione segue di pochi giorni quella compiuta da un detenuto italiano ai danni di un altro agente, che è stato colpito con un pugno al volto», ha denunciato Bonino, secondo cui «tale spirale di violenza, oltreché riconducibile alla carenza di personale per la quale il Sappe, è verosimilmente causa delle decine e decine di detenuti allontanati e trasferiti dalle carceri toscane verso quelle umbre». In questo senso il segretario regionale rileva che «dal giugno scorso oltre 70 detenuti, ritenuti tra i più facinorosi e violenti delle carceri toscane, sono stati inviati a Spoleto dove, come se non bastasse, si patirà la mancata assegnazione di un contingente di personale adeguato, promesso per febbraio prossimo e poi inopinatamente sconfessato da parte della stessa amministrazione penitenziaria di Firenze».
