Sit in del Sappe (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

È una protesta dai toni durissimi quella organizzata mercoledì mattina davanti al carcere di Maiano dal Sappe, il sindacato degli agenti della penitenziaria, che torna ad alzare la voce non solo su criticità sistemiche, come il sovraffollamento e la carenza di personale, ma punta apertamente il dito contro i vertici dell’istituto, a cominciare dal direttore Ernesto Padovani, accusato di «non tutelare gli agenti in servizio e di non applicare le misure previste» per i detenuti violenti.

VIDEO, LA PROTESTA

Attacco ai vertici del carcere Un sit in, quello della sigla sindacale, a cui hanno partecipato il segretario generale Donato Capece e quello regionale Fabrizio Bonino, oltre a una cinquantina di agenti che di buon ora hanno organizzato il presidio con cartello e striscioni. «Servono due nuovi dirigenti e un nuovo direttore – ha più volte ribadito Capece – devono andare in pensione, di danni ne hanno già fatti abbastanza». Meglio: «Qui dentro – articola il segretario – a un recluso che aggredisce un agente non si applica l’isolamento, non si fanno venir meno i benefici previsti per la buona condotta, tant’è vero che fanno quello vogliono sulla pelle degli agenti».

SIT IN DI PROTESTA DEL SAPPE. LE FOTO

Sovraffollamento, carenza e «turismo giudiziario» Che restano pochi, a fronte di un organico di 340 agenti ne mancano una cinquantina, mentre i detenuti continuano a essere trasferiti a Spoleto. Oggi sono 650, la capienza massima è fissata a 630, ma a breve ne arriveranno altri 40 fuori per «turismo giudiziario», vale a dire per i processi. «Non capiscono – spiega un sindacalista – che si possono organizzare videconferenze e risparmiare la gran quantità di risorse spese per far girare come trottole per il Paese agenti e detenuti».

GARANTE DEI DETENUTI, LE PAROLE DEL SEGRETARIO CAPACE. IL VIDEO

GARANTE DEI DETENUTI, LA REPLICA DI FRANCO ZAFFINI. IL VIDEO

Contrari al Garante dei detenuti Nel mirino anche l’introduzione del Garante dei detenuti, tuttora al vaglio del consiglio regionale. «Con i 150 mila euro che si spenderanno per questa figura, copia senza poteri del magistrato di sorveglianza, – spiega Capece – potrebbero realizzare il repartino dedicato all’ospedale di Perugia, i veri garanti dei detenuti siamo noi». A offrire solidarietà agli agenti a metà mattinata è stato il consigliere regionale Franco Zaffini: «Abbiamo preteso che la legge istitutiva del garante prevedesse accordo di due terzi del consiglio, ma questo accordo non si trova perché la sinistra vuole un esponente dell’associazione Libera – spiega – noi avevano proposto Francesco Dell’Aira». Ma per il Sappe il problema non è il nome. «Voi potete – ha rincarato Bonino – far mancare questa maggioranza di due terzi, fatelo».

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