di Fra. Mar.
Al vaglio del Ris di Roma ci sono, non solo gli abiti che Emanuele Armeni indossava la mattina dell’omicidio del collega Lucentini – che la moglie dice di aver lavato perché nessuno le aveva detto di non farlo – ma anche quelle 2000 euro che sono state trovate nell’auto della vittima «in più tranches nascoste in varie borse e portadocumenti». Gli esperti della scientifica dei carabinieri cercano impronte digitali e questa ricerca è spia di una sola cosa: che forse la versione data dalla famiglia della vittima potrebbe non essere del tutto convincente.
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Gli acquisti da fare I legali della vedova Lucentini hanno infatti precisato più volte che quei soldi Lucentini li aveva presi perché il lunedì mattina ( il delitto è avvenuto di sabato) avrebbe dovuto acquistare degli attrezzi agricoli per il padre e li aveva lasciati in macchina perché la vettura era parcheggiata in un luogo sicurissimo come può esserlo una caserma dei carabinieri.
Aveva scoperto qualcosa? Ebbene adesso però,vista la ricerca che i Ris stanno conducendo in questi giorni, sorge il dubbio che chi indaga possa aver collegato quei soldi a qualcosa di diverso. Magari qualcosa che la vittima aveva scoperto? Come hanno specificato i magistrati Alessandro Cannevale e Michela Petrini nella richiesta di custodia cautelare in carcere, vanno espletate anche indagini «necessarie per verificare se la causale dell’omicidio sia legata a precedenti condotte di rilievo penale delle quali la vittima fosse venuta a conoscenza».
Perizie in arrivo E ben presto, c’è da scommetterci, qualcosa verrà fuori. La procura di Spoleto va avanti con gli accertamenti a spron battuto, e sarà questione di giorni ( i periti hanno chiesto delle proroghe) prima che vengano depositate la perizia balistica definitiva, quella genetica e quella medico legale. La prima, già nel preliminare, smonta la tesi accidentale proposta dall’arrestato, la seconda – dopo l’anomalia dell’arma del delitto senza impronte digitali – servirà a chiarire se vi sia dna ed eventualmente di chi, su quell’arma. E infine, quella medico legale, in cui i dottori metteranno nero su bianco che la traiettoria orizzontale che ha trapassato la testa di Lucentini non può che essere stata sparata in una determinata posizione. Non accidentale.
