Carabinieri in azione (foto Fabrizi)

di Francesca Marruco

E’ stata interrogata in forma protetta a ha confermato la tesi accusatoria, sostenendo che il brigadiere Stefano Tittarelli l’ha in qualche modo forzata ai rapporti sessuali, in parte contenuti nei video ritrovati dai carabinieri nel pc del militare. La ragazza che secondo il gip è affetta da «una qualche forma di minorazione psichica» è la protagonista di due video girati nel 2013 e trovati nel pc del carabiniere, arrestato dopo le indagini scaturite dalla denuncia di un’altra ragazza, una minorenne, a cui il carabiniere aveva detto di «essere in contatto con persone che reclutavano giovani modelle» a cui doveva mandare le foto di lei mezza nuda.

La denuncia E’ stata quella ragazza, di neanche 16 anni, a far mettere in moto tutto lo scorso novembre quando ha presentato una denuncia alla sezione di polizia giudiziaria di Perugia. Da lì, i carabinieri hanno iniziato ad indagare e hanno anche sequestrato pc e supporti informatici dell’uomo. E’ nel pc che hanno trovato i video delle sue performaces sessuali, una delle quali in caserma con una prostituta che era andata a denunciare delle molestie.

Richieste ossessive L’altro invece riguarda proprio la ragazza adesso sentita dai militari. Che il gip Avenoso descrive in questi termini: «Il dialogo è una costante esortazione rivolta dall’indagato alla ragazza affinché costei assuma un tono di maggiore accondiscendenza rispetto alle petulanti, ossessive, richieste di rapporti». «Nel corso dell’incontro Tittarelli reitera, al fine di propiziarsi quanto desiderato ed indifferente al rifiuto della donna, promesse di denaro o altre utilità, che lo stesso- a suo dire – guadagnerebbe dalla commercializzazione di foto e video hard prodotti con la stessa ragazza».

Impossibile non capire Tittarelli al gip Avenoso ha detto di non essere stato a conoscenza dei problemi di cui era affetta la ragazza, ma è sempre il gip a scrive che «Dai filmati si nota che la ragazza neppure guarda il viso del pervenuto, durante il compimento o subito dopo l’attività sessuale si intrattiene con uno smartphone, interagisce in definitiva con atteggiamento del tutto passivo, adottando un eloquio povero ed intellettualmente elementare». Per il guidice «è materialmente impossibile che non abbia avuto piena consapevolezza della codizione di palese inferiorità/ manipolabilità/suggestionabilità della ragazza».

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