Carabinieri in azione (foto Fabrizi)

di Francesca Marruco

Per il gip è «materialmente impossibile» che Stefano Tittarelli non abbia avuto «piena consapevolezza della condizione di palese inferiorità/ manipolabilità/ suggestionabilità della ragazza». Quella ragazza che per gli specialisti è «portatore di qualche minorazione psichica» e «facilmente influenzabile da persone che ricoprono un ruolo di autorevolezza socialmente riconosciuta», è stata invece più volte coinvolta dal brigadiere arrestato per violenza sessuale in alcuni video trovati dai colleghi dell’Arma di Perugia nel suo pc.

Le frasi choc La conversazione tra la giovane che ripete continuamente «no, non ho voglia, devo andare via» e il priore della contrada di San Martino di Gualdo Tadino, Tittarelli, è stata trascritta nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alberto Avenoso. «Senti una cosa – le dice lui – ce sarebbe un modo per fa.. però non te posso garantì l’anonimato.. t’andrebbe di fare qualche filmato? Lì si guadagna veramente bene», «però ovviamente un po’ più te se vede se facciamo questo». ‘Questo’ sarebbe un rapporto orale che il brigadiere chiede in maniera «ossessiva e petulante» per tutta la durata del video alla ragazza che continua a dirgli di no. E infatti lui aggiunge: «per il filmato bisogna parlarne un po’ meglio perché il gioco deve valere un po’ la candela», e ancora «il gioco del sesso deve essere eccitante tutto quanto». E per fare questo video, che il carabiniere di ce che cercherà di «mandare all’estero» «per lo meno un assaggio lo voglio vede perchè se devo espormi comunque poi tu quello ti dà fastidio, quello te fa schifo.. capisci.. non sto a scherzà lì..». «Sul gioco del sesso – le spiega ancora – devi fare un po’ il gioco se no non ce se capisce niente.. dai prova».

Patologico Insiste il brigadiere che per il gip ha una «personalità ai limiti del patologico, soprattutto sotto il profilo dell’equilibrio e delle inibizioni sessuali non sapendo arrestarsi di fronte ad una compulsiva e costante ricerca di soddisfacimento dei suoi più bassi istinti sessuali, addirittura filmando le proprie prestazioni». Per questo lo ha relegato ai domicililari, perché «sussiste il pericolo che l’ìndagato, dimostratosi particolarmente spregiudicato, se non adeguatamente cautelato, approfitti della propria posizione per avvicinare le donne oggetto delle proprie attenzioni ( soggetti manifestamente deboli per età, condizioni di vita e psic – relazionali) al fine di indurle a rendere dichirazioni accomodanti per alleggerire la propria posizione».

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