di Fra. Mar.
Non sapeva che quella ragazza avesse una «disfunzionalità psichica» e per questo non ha abusato di lei approfittando della sua inferiorità. E’ questa la difesa di Stefano Tittarelli, il brigadiere dei carabinieri arrestato dai suoi colleghi per violenza sessuale e induzione indebita. Venerdì mattina ha parlato a lungo al gip Alberto Avenoso, che per lui ha disposto gli arresti domiciliari e non il carcere come aveva chiesto la procura. Il militare, accompagnato dal suo avvocato Nicola Di Mario, ha risposto alle domande del giudice e a quelle del pm Michele Adragna.
Non sapeva Come spiegato dall’avvocato Di Mario, il carabiniere, finito nell’indagine dopo essere stato denunciato da una minorenne a cui aveva fatto delle foto senza reggiseno, ha ovviamente ammesso di aver avuto degli incontri sessuali con la ragazza, come del resto testimoniano i video trovati dai militari nel suo computer, ma di non essere mai stato a conoscenza dello stato psichico della giovane. E Di Mario ha aggiunto che «se non era consapevole della condizione della ragazza, che almeno visivamente non presenta elementi che lascino pensare a simili disfunzioni, non può essere ritenuto colpevole di aver abusato di lei».
Il giudizio del gip L’accusa, almeno fino ad ora, si basa sui filmati che i carabinieri hanno trovato nel pc del militare, e di quello che riguarda la ragazza, il gip ha scritto: «Dai filmati si nota che la ragazza neppure guarda il viso del pervenuto, durante il compimento o subito dopo l’attività sessuale si intrattiene con uno smartphone, interagisce in definitiva con atteggiamento del tutto passivo, adottando un eloquio povero ed intellettualmente elementare». Per il guidice «è materialmente impossibile che non abbia avuto piena consapevolezza della codizione di palese inferiorità/ manipolabilità/suggestionabilità della ragazza».
L’altro episodio Ma lui sostiene il contrario. E respinge l’accusa di essersi procurato il consenso delle donne per la loro condizione di inferiorità. Tanto per la ragazza con problemi, quanto per la prostituta con cui ha avuto un rapporto sessuale in caserma. Per questo secondo episodio il militare ha detto di non averla indotta a fare nulla e ha spiegato il loro scambio di battute con lui che le dice che «se mi tratti in maniera diversa dopo anchhe o se posso..» dicendo che non era un volerla indurre a fare qualcosa. Ma insomma sarebbe stata lei, che per un calcolo di convenienza lo avrebbe assecondato, come dimostra la frase «a me piace assecondare le persone come te». L’avvocato ha chiesto la revoca dei domiciliari o la sostituzione con una misura più lieve.

fuori dall’arma la disonora senza se e senza ma