di D.B.
Ha cercato di impiccarsi nel bagno della sua cella del carcere di Capanne, a Perugia, un detenuto salvato nelle scorse ore dagli agenti della polizia penitenziaria. A darne notizia è il Sappe, il sindacato degli agenti. L’episodio è avvenuto mercoledì intorno alle 4 del mattino e ha visto come protagonista un italiano, con fine pena nel 2019 dopo una condanna per furto e omicidio colposo. «Il gesto – spiega Donato Capecce, segretario generale del Sappe – è stato evitato soltanto grazie all’intervento provvidenziale dell’Agente della sezione, che per altro controllava due reparti detentivi». «Non si può e non si deve ritardare ulteriormente – aggiunge Fabrizio Bonino, segretario nazionale del siondacato – la necessità di adottare urgenti provvedimenti: non si può pensare che la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri umbre e del paese sia lasciata solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della polizia, sotto organico di settemila unità». Un altro suicidio si è verificato all’interno del carcere perugino alla fine del giugno scorso, quando un 72enne si è impiccato con una corda rudimentale. Nei giorni scorsi a togliersi la vita all’interno del carcere di Capanne è stato, invece, con un colpo di pistola, un agente della penitenziaria di 40 anni.
La situazione Stando ai dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che fa capo al Ministero della giustizia, in Umbria al 31 ottobre scorso risultavano detenute 1.400 persone a fronte di una capienza regolamentare pari a 1.336 posti; 53 le donne, tutte nella sezione femminile di Capanne, e 464 gli stranieri. A Capanne a fronte di una capienza regolamentare di 364 persone ce ne sono 382 (228 gli stranieri), a Spoleto 490 i presenti a fronte di 458 posti (91 i cittadini di altri paesi), mentre Orvieto è l’unico penitenziario che ha meno detenuti (71, 23 gli stranieri) rispetto alla capienza ufficiale (103). In quello di Terni infine ci sono 457 persone a fronte di 411 posti e 122 sono gli stranieri. Quanto alla loro posizione giuridica, 1.093 sono condannati in via definitiva, 127 in attesa di primo giudizio e 179 i condannati non in via definitiva.
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