Un treno regionale diretto a Roma, l’RV 4153, è rimasto fermo venerdì per circa mezz’ora alla stazione di Orte a causa di una situazione degenerata in problemi di ordine pubblico, con l’intervento della polizia ferroviaria e dei carabinieri. A provocare lo stop sono state le condizioni di forte sovraffollamento del convoglio e le tensioni nate durante le operazioni per ristabilire la sicurezza a bordo. Il treno era partito già in condizioni critiche, con numerosi passeggeri in piedi lungo i corridoi e negli spazi di collegamento tra le carrozze. A complicare ulteriormente la situazione, la presenza di diverse biciclette elettriche collocate anche in una carrozza destinata ai passeggeri con disabilità, utilizzate da rider diretti nella Capitale.

I fatti Per questo il personale ferroviario ha richiesto l’intervento della polizia ferroviaria con l’obiettivo di liberare gli spazi e garantire condizioni adeguate di viaggio. L’invito a scendere rivolto ad alcuni viaggiatori, tutti in possesso del biglietto, ha però innescato proteste e fatto salire rapidamente la tensione. Sul posto sono intervenuti anche agenti fuori servizio e una pattuglia dei carabinieri. Durante le operazioni la situazione è ulteriormente degenerata quando un uomo, visibilmente agitato, è sceso dal treno con un cane di grossa taglia privo di museruola, iniziando a inveire contro passeggeri e operatori. Secondo quanto ricostruito avrebbe aggredito un viaggiatore, spinto un agente e tentato di utilizzare l’animale in modo minaccioso anche nei confronti delle forze dell’ordine.

La ripartenza Il contesto, già complesso per la presenza di centinaia di persone tra treno e banchina, è stato reso ancora più teso dal fatto che molti presenti hanno ripreso la scena con i telefoni cellulari. Solo dopo diversi minuti la situazione è tornata sotto controllo. Per consentire la ripresa della circolazione, è stata adottata una soluzione operativa che ha permesso al treno di ripartire e di completare le attività di polizia nella stazione successiva. Il convoglio ha quindi raggiunto Roma con circa 800 passeggeri a bordo, mentre restano al vaglio le responsabilità dell’uomo protagonista degli episodi più violenti.

I pendolari L’episodio è solo l’ennesimo di una lunga scia di disagi, con treni sovraffollati, ritardi e rallentamenti che hanno interessato anche la direttrice ad alta velocità Firenze–Roma. «Avevamo il timore che, prima o poi – commenta in una nota il Coordinamento dei comitati dei pendolari umbri – si sarebbero verificati problemi, anche di ordine pubblico, causa delle troppe criticità sui trasporti e ora ne abbiamo purtroppo conferma». I pendolari sottolineano che la situazione va avanti dal gennaio 2025 a causa della decisione di Rfi di limitare a Orte «alcuni convogli regionali della Toscana diretti a Roma per l’intera durata dei lavori del Pnrr». Nel comunicato si evidenzia inoltre la necessità di interventi per ridurre la pressione sui treni più utilizzati: «Questa misura – scrivono i pendolari – è necessaria non solo per decongestionare il treno RV 4153 (Ancona – Roma), ma anche per garantire i collegamenti di ritorno verso Terontola-Cortona (R 18720) e Firenze (R 4104), analogamente a quanto richiesto per il RV 4103». Il Coordinamento auspica che i prossimi tavoli tecnici tra i soggetti coinvolti portino a soluzioni in grado di evitare il ripetersi di episodi simili e di ridurre i disagi per i viaggiatori.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.