di Fra. Mar.
Il ‘rapimento’ del cucciolo di Amstaff aveva causato l’indignazione di tantissime persone che invano per giorni hanno condiviso le foto del piccolo Ares, nella speranza che qualcuno lo vedesse, magari tenuto al guinzaglio da tre magrebini, che secondo il racconto del padrone che ne aveva denunciato il furto, erano stati gli autori del gesto. Lo sgomento che si è diffuso poi dopo il ritrovamento della carcassa del cane, ‘appesa’ al ramo di un albero nella zona dell’Eremo delle Carceri, resta però ancora senza risposte certe in una storia davvero brutta.
Video inutili Secondo quanto anticipato da La Nazione e da quanto trapela in un’indagine blindatissima – a portare avanti gli accertamenti sono la squadra mobile di Perugia e il commissariato di Assisi, coordinati dal pm Mario Formisano – i riscontri al racconto del proprietario del cane, al momento, non si troverebbero. Nessuno che abbia visto i tre magrebini puntargli un coltello al collo per farsi consegnare il cane in via Alessi, come da lui denunciato alla polizia. Nessuna telecamera che abbia ripreso quanto da lui dichiarato.
Quale rapina? Un’indagine complessa, che potrebbe anche avere risvolti inaspettati e affatto piacevoli dal momento che alla denuncia del padrone del cane non ci sono riscontri, né spiegazioni logiche. Anche per questo la procura ha fatto approfondire l’eventualità che nessuna rapina si sia mai verificata. Nelle ultime ore comunque la polizia avrebbe rimesso a posto tutte le tessere del puzzle e la svolta sarebbe vicina.
