Il manifesto affisso nei comuni dell'Area vasta

di Chia.Fa.

«Risponde al vero che su 52 candidati l’unica ammessa alla prova scritta del concorso del Comune di Campello è un assessore del Pd di Gualdo Cattaneo? E per quale ragione a presiedere la commissione esaminatrice è stato fatto accomodare proprio il segretario del Comune di Gualdo? Ma soprattutto perché invece di riparametrare i risultati dei quiz a prova conclusa e a graduatoria pubblicata non si è deciso di invalidare il test?». È un’interrogazione depositata in Provincia dal consigliere Luigi Andreani (Pdl) a gettare pesanti ombre sulla correttezza delle procedure seguite dal Comune di Campello sul Clitunno per il concorso da istruttore direttivo dei lavori pubblici.

Il manifesto e il tam tam su Facebook Già nei giorni scorsi, però, il caso del concorso indetto dal piccolo Ente aveva fatto discutere. Sì, perché da qualche tempo nei comuni dello Spoletino e del Folignate il Pdl ha affisso il manifesto della prima graduatoria pubblicata dal Comune di Campello. A scatenare la protesta sono stati, infatti, i risultati della preselezione con cui era stata decretata l’esclusione alla successiva prova scritta di 51 candidati su 52: «unica ammessa – si legge – Stefania Latino, assessore (Pd) al bilancio e alla scuola del Comune di Gualdo». Il manifesto, neanche a dirlo, è rimbalzato su facebook invadendo, nel giro di poche ore, le bacheche di decine di utenti.

Via due quiz e risultati riconteggiati Ma dal social network ai palazzi delle istituzioni, il passo è stato breve, brevissimo. Tempo 48 ore, infatti, ed è stato il consigliere provinciale del Pdl, Luigi Andreani, a depositare un’articolata interrogazione per chiedere lumi sulla vicenda campellina. Oltre al caso dell’assessore Pd unica ammessa, il documento sottolinea la particolarità delle procedure seguite. Sì, perché l’Ente dopo aver pubblicato la prima graduatoria ha proceduto al riesame dei quiz trovandone due con risposte «non pienamente pertinenti». Ergo: via due domande e punteggio per il superamento della prova riproporzionato, con conseguente pubblicazione di una nuova graduatoria che, oltre all’assessore Pd, formalizza l’ammissione alla prova scritta di altri due candidati.

«È vero che ai candidati non sono stati chiesti i documenti?» Non solo. Nell’interrogazione depositata martedì mattina in Provincia, il consigliere Luigi Andreani solleva un’ultima pesantissima ombra intorno al concorso: «È vero il fatto che a nessun concorrente siano stati richiesti i documenti d’identità prima dell’inizio della prova d’esame».

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