di Massimo Colonna

«Questo lo impolpamo, 30 a te e 20 a me». Emergono nuovi particolari dalle 310 pagine relative all’indagine ‘I treni del gol’, mossa dalla procura di Catania che vede coinvolti anche Jens Janse, il difensore olandese indagato che venerdì mattina si è presentato in questura per ritirare gli atti a suo carico, e di striscio anche Lito Fazio, non indagato e solo nominato nei discorsi intercettati. Un particolare curioso riguarda proprio la vigilia di Catania-Ternana, match finito all’attenzione del procuratore Alessandro Sorrentino: la banda dei ‘catanesi’ si spacca per un «errore di comunicazione di uno dei tre».

Impolpamo Nel preparare il match Latina-Catania, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i catanesi commettono un errore: «In particolare – si legge nelle carte dell’inchiesta – Di Luzio raccontava che Arbotti si era assunto ancora una volta la responsabilità per il suo errore di comunicazione in occasione della partita col Latina, in quanto il calciatore da lui ‘contattato’ era il numero 3 Matteo Bruscagin (anch’egli indagato, ndr) sostituito all’inizio del secondo tempo. I due discutevano a lungo su come dovevano dividersi la somma oggetto della consegna di denaro». In sostanza nel match in questione il ‘treno’ indicato da Arbotti non aveva preso parte alla gara, mentre quello poi indicato al suo posto aveva invece giocato solo il primo tempo.

Banconote da 20 e 50 A quel punto, secondo gli inquirenti, sfruttando quell’errore di comunicazione gli altri si dividono la posta in palio. «La mattina del 23 aprile (vigilia di Catania-Ternana, ndr) Milozzi e Di Luzio, i quali, come concordato con Delli Carri, si erano appropriati di tutto il denaro senza dividerlo con Arbotti sfruttando l’errore di comunicazione compiuto da quest’ultimo nella partita Latina-Catania (‘lo impolpamo’), versano il contante che risulta suddiviso in banconote da € 50,00 e da € 20,00». Delli Carri: «Impolpamo impolpamo impolpamo…eeeh…impolpamo impolpamo». Di Luzio: «Ciao…ci sentiamo dopo». Delli Carri: «C’è l’impolpamento 30 a te 20 a me». Di Luzio: «Ecco qua…ci sentiamo dopo».

Il treno sbagliato Di Luzio: «Stavo dicendo…lui si è assunto la responsabilità perché c’è stato un errore di comunicazione». Delli Carri: «E qual era?». Di Luzio: «E qual era…che lui non ha preso il treno delle xxx (il giocatore in questione non è indagato, ndr) è partito alle tre di mattina…ee…tant’è che sto treno alle tre di mattina ha fatto metà servizio». Delli Carri: «L’hanno soppresso…alla seconda battuta il treno l’hanno soppresso (è uscito tra il primo e il secondo tempo, ndr)».

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