Vincenzo De Liguori (Foto da forzamolossi.it)

di Iv. Por.

Non ci sarà nel match di ritorno di Supercoppa di giovedì contro il Gubbio Vincenzo De Liguori, centrocampista e capitano della Nocerina, la squadra protagonista quest’anno della promozione in serie B: è lui uno dei due calciatori fermati nell’ambito dell’operazione antidroga condotta dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere che ha portato in carcere 28 persone.

Calcio e droga De Liguori ha 32 anni e vive nel quartiere napoletano di Ponticelli. Insieme con lui è stato arrestato Claudio Risi, giocatore della Casertana (serie D), di 31 anni, residente a Caserta. I due sono accusati dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere di aver fornito un ingente quantitativo di droghe sintetiche a Guido Bruno, dirigente del settore giovanile dell’Isola Liri calcio che disputa il campionato di Lega Pro Seconda divisione.

Indagini serrate Sono serviti cinque anni di indagini per giungere alla chiusura di un filone investigativo che ha portato al fermo di 28 persone, su 33 indagati, disposto dal pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Donato Ceglie per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di esponeneti del calcio giovanile dell’Isola Liri e di calciatori della Casertana e della Nocerina. «L’indagine si è avvalsa di diverse intercettazioni telefoniche – spiega il procuratore aggiunto Raffaella Capasso – e proprio seguendo il flusso delle conversazioni si è arrivati a identificare i protagonisti del traffico di droga la cui centrale, una sorta di base logistica dello smercio, era l’abitazione di un extracomunitario a Castelvolturno dove si approvvigionavano corrieri da varie parti d’Italia».

Le intercettazioni I presunti spacciatori provenivano, infatti, da Roma, Latina, Frosinone, Teramo. Il responsabile della sezione giovanile dell’Isola Liri calcio, Guido Bruno, secondo quanto riporta l’agenzia AGI così parlava a marzo scorso con Vincenzo Assetato, esponente del clan Sarno, di Claudio Risi, un altro degli arrestati:

«Senti, Claudio mi stava bombardando di chiamate, Claudio parla troppo al telefono. Mi ha mandato un messaggio, dice “ci vediamo lunedì mattina”; io lo vedo lunedì pomeriggio quello quindi o viene martedì mattina o lunedì sera»

E ancora, in un’altra intercettazione telefonica i calciatori dicevano:

«Andiamo dopo a ritirare quelle cose, perché prima devo fare gli allenamenti»

Già 135 arresti L’ultimo filone investigativo ha coperto un arco temporale di 11 mesi, ma le prime indagini sono iniziate nel 2006 e hanno già portato all’arresto di circa 135 persone. Cinque indagati, tutti extracomunitari, sono sfuggiti alla cattura. Sono 15, invece, le persone arrestate in flagranza di reato. Gli inquirenti hanno lavorato su 140 mila conversazioni telefoniche che hanno documentato, stando alla procura, la cessione di circa 450 dosi di sostanza stupefacente. «In un caso – ha evidenziato il capitano dei carabinieri Antonio Carpino – due indagati fermati senza droga, dopo il controllo si erano vantati del fatto che i carabinieri non avevano trovato nulla, commentando sul loro complice che la traportava con una diversa auto al loro seguito. Conversazione che è stata intercettata dai militari che così hanno anche indentificato e sequestrato la sostanza stupefacente». Tre calciatori trasportavano in auto 22 mila pasticche di ecstasy che venivano chiamate in condice Dka oppure magliette nere e bianche.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.