di Enzo Beretta
Il giudice Giuseppina Arcella del tribunale per i minorenni di Perugia ha fatto uscire dalla comunità il 15enne e la giovane di 17 anni arrestati nei giorni scorsi a Pozzuolo di Castiglione del lago con le accuse di stalking e lesioni nei confronti di due anziani vicini di casa. «Ti taglio il collo», «ti spacco la testa», «non ti faccio fare una bella fine». Sono queste alcune delle frasi pronunciate dai due minorenni, ritenuti responsabili, tra le altre cose, di aver strattonato oppure afferrato per il collo i due anziani finiti all’ospedale.
I fatti contestati – si legge negli atti – sarebbero iniziati nel 2022, le presunte aggressioni invece risalgono alla metà di giugno. Il magistrato inquirente racconta le ingiurie patite dagli anziani, offesi con parole come «pelata» oppure «senza denti» e le minacce proferite dalla giovane – «ti taglio il collo» – che avrebbe pure impugnato un coltello da cucina. Tra le contestazioni pure quella di aver «danneggiato la porta finestra delle persone offese anche mediante lancio di palloncini pieni d’acqua». Minacce e molestie che, nell’ottica accusatoria, avrebbero cagionato loro «un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ingenerando negli stessi un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto, costringendoli ad alterare le proprie abitudini di vita».
Il giudice ha preso la propria decisione dopo aver interrogato gli indagati: il 15enne dovrà permanere in casa «evitando ogni contatto con persone estranee al nucleo familiare convivente e con le persone offese», mentre all’altra sono state impartite specifiche prescrizioni inerenti alle attività di studio. Il giudice ha avvertito i genitori degli indagati riguardo l’«obbligo di vigilare sulla corretta esecuzione delle misure cautelari imposte ai minori, sui quali esercitano le responsabilità genitoriali».
«Pur dovendosi confermare le valutazioni in merito alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza posti a fondamento della misura – scrive Arcella riferendosi alla ragazza – il suo contributo alla ricostruzione dei fatti ha consentito di verificare che lei ha svolto un ruolo marginale e temporalmente limitato nell’ambito delle condotte contestate» e perciò, «tenuto conto della collaborazione prestata in udienza e della necessità di non interrompere i percorsi educativi in atto, può affermarsi che risultano oggi attenuate le esigenze cautelari» del collocamento in comunità, prescrivendo nuove disposizioni «incentrate sulla necessità di impedire contatti con le persone offese e il coindagato, oltre a garantire la frequentazione scolastica». Potrà frequentare regolarmente la scuola ma non potrà allontanarsi dal Comune di residenza, se non per andare a scuola.
Per quanto riguarda, invece, il 15enne – si legge – «va evidenziato che lo stesso ha reso dichiarazioni a dir poco reticenti, che non hanno consentito di chiarire la dinamica delle condotte da lui poste in essere ma hanno evidenziato la scarsa consapevolezza delle conseguenze dannose di tali comportamenti, descritti come ‘scherzi’». Potrà allontananrsi da casa ma solo per andare a scuola. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Fabio Maddalena, Raffaella Scoscini e Francesco Simioli.
