di Iv. Por.
Eroina e psicofarmaci. E’ una strada vecchia e nuova allo stesso tempo quella imboccata dal mercato della droga in Umbria, un mercato figlio di una scelta strategica dei gruppi criminali a metà anni ’90: abbassare i prezzi per allargare la fascia di consumatori ed evitare stock di merce invenduta. E, insieme, l’insediamento in una piazza per molti versi favorevole come Perugia. Ragionamenti di puro “marketing” come si farebbe per capi di abbigliamento o generi alimentari. Un tema complesso, che ha portato la regione alla ribalta delle cronache nazionali ed europee e che viene affrontato da dal ‘Dossier droga in Umbria’ realizzato dai giornalisti Fabrizio Ricci e Matteo Tacconi per l’associazione Libera.
Fenomeno complesso «Quello delle morti per overdose – si legge in un’anticipazione del Dossier – è un fenomeno complesso e di difficile lettura. Persino le istituzioni europee sono costrette ad ammettere che non riescono a spiegarsi le ragioni di un numero così elevato di vittime e di un trend che non accenna a diminuire. E se l’Italia, secondo le statistiche ufficiali, sembra essere in netta controtendenza rispetto a questo andamento, l’Umbria ne è invece investita in pieno e presenta da anni un livello stabile e preoccupante di decessi imputabili alla droga». Come si legge nell’ultima relazione della Regione sulla mortalità per overdose in Umbria: «L’andamento nel tempo conferma la difficoltà di incidere stabilmente su un fenomeno complesso, dalla etiologia multifattoriale, che riguarda una popolazione in gran parte “sommersa” e che si connette ad un mercato illegale locale in evidente continua espansione».
Eroina Il primo dato, messo in evidenza da diversi studi, è l’alto livello del consumo, problematico e non, di sostanze stupefacenti che caratterizza l’Umbria, in special modo per quanto riguarda l’eroina. L’eroina, in combinazione con altre droghe o da sola, resta la sostanza alla base della stragrande maggioranza dei decessi per overdose. Per di più, il mercato perugino dell’eroina, per la sua pervasività e per i prezzi contenuti che è in grado di proporre, attrae consumatori dalle regioni limitrofe, in particolare Toscana e Marche. Il forte decremento dei consumi, segnalato dalle relazioni nazionali al Parlamento, non sembra trovare riscontro nei fatti.
Recenti studi previsionali ipotizzano piuttosto un marcato incremento nei prossimi anni, soprattutto tra i giovani (addirittura del 18% entro il 2015).
Taglio e overdose Come detto, la variabilità del mercato e la conseguente variabilità dei tagli e della purezza può essere uno dei fattori che vanno a incidere sulla mortalità per overdose. In particolare, analizzando il ciclo dell’eroina dal 2007 al 2011 sulla base dei dati estratti ad hoc dal Laboratorio centralizzato dei carabinieri del Comando provinciale di Perugia – si legge nel Dossier – si nota un andamento sinusoidale della presenza media del principio attivo nella sostanza di strada, che potrebbe sottendere una strategia di marketing criminale volta a fidelizzare la clientela e a massimizzare i profitti. Si nota anche che gli interventi del 118 per overdose crescono nei periodi in cui la percentuale di principio attivo nelle dosi sequestrate è più alta.
Poli-abuso e psicofarmaci Il poli-abuso non è un fenomeno nuovo, né tanto meno esclusivo della realtà umbra. Tuttavia, negli ultimi anni questa pratica di consumo, che lo stesso Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze considera come una delle cause degli alti livelli di mortalità per overdose, sta dilagando in Umbria, tanto che nel 2011, nel 70% delle vittime di overdose, è stata riscontrata la presenza di più sostanze. È da valutare, alla luce dell’andamento nei prossimi anni, il ridimensionamento del fenomeno che si registra nel 2012. Anche l’abuso di psicofarmaci un fenomeno che, confermano gli operatori di base e i SerT, in via di acutizzazione.
La svolta Il Dossier individua i motivi del boom della droga, allargando lo scenario a livello internazionale, in una rivoluzione nel rapporto domanda/offerta. Se prima la droga, in particolare la cocaina, era una merce d’élite, destinata alle fasce alte dell popolazione, adesso è alla portata di tutti: studenti, operai, impiegati, ragionieri. Secondo Prevo.Lab, il centr previsionale dell’Osservatorio lombardo regionale sulle dipendenze (Ored), nel 2015 il prezzo al grammo della cocaina e dell’eroina brown – di minore qualità e più diffusa sul mercato – oscillerà rispettivamente tra i 50 e i 60, e tra i 30 e i 40 euro. Nel 2002, per capirci, la cocaina costava tra i 90 e i 100 euro; l’eroina brown tra i 60 e i 70.
Perché Perugia? Secondo il Dossier l’insediamento nel capoluogo umbro avviene per diverse ragioni. «L’evoluzione socio-urbanistica di Perugia – si legge – ha permesso, dicono diversi osservatori, l’incremento dei traffici di droga. Il processo di svuotamento demografico e commerciale del centro storico ha lasciato libertà di manovra agli spacciatori. Un altro tallone d’Achille sarebbero gli affitti in nero, che possono favorire l’insediamento di chi si sposta nel capoluogo con l’intento di darsi allo spaccio».
E nel Ternano? Anche la seconda provincia umbra, sebbene in misura minore, è attraversata da fenomeni legati ai traffici di droga. La differenza tra le due città, oltre che quantitativa, sta nelle modalità di radicamento dei processi di traffico. Se nel Perugino è il mercato degli alloggi a costituire un importante volàno, a Terni è il lavoro che fa da “apripista”. «La realtà produttiva di Terni è diversa, rispetto a quella perugina – spiega la giornalista Vanna Ugolini -. Sulla ricchezza locale incide in modo molto rilevante il fatturato delle industrie. Che, nel corso degli anni, hanno assorbito una quota crescente di lavoratori stranieri. Chi spaccia, tra questi, ha spesso un normale contratto di impiego. Non c’è quell’economia grigia che connota Perugia».
Gli stranieri e il mercato Ma come funziona il mercato della droga, in Umbria? Gli addetti ai lavori sono dell’opinione che lo scenario sia abbastanza parcellizzato e che i gruppi stranieri agiscano prevalentemente in regime mono-mandatario. Ciascuno di loro tende a trattare, piuttosto autonomamente, uno stupefacente: gli albanesi la cocaina; i nigerani e i tunisini l’eroina (il consumo di quest’ultima registra una chiara ascesa e non può che dipendere dall’effetto Afghanistan. Ciò non significa che non possano esserci delle deroghe.
Qualità e piazza di Perugia L’attrattività di Perugia dipende per lo più dalla facilità di reperimento per i consumatori e dalla qualità. «La droga che circola in Umbria – spiega una fonte citata nel Dossier – ha solitamente una percentuale bassa di principio attivo. Nell’eroina oscilla tra l’8% e l’11; nella coca è un po’ superiore». Sono percentuali pur sempre superiori a quelle dei narcotici presenti sui mercati limitrofi. Tant’è che c’è chi appositamente arriva in Umbria, sulla piazza di Perugia, a rifornirsi. È il pendolarismo della droga. A consumare non è solo la gente del posto. Ma non è questo l’unico motivo che induce a giungere a Perugia da fuori regione. «Il capoluogo, in un certo senso, campa di pubblicità. Anche in passato c’è sempre stato un mercato importante della droga. Il consumatore del Centro Italia sa che, venendo a Perugia, può trovare droga di qualità migliore a quella che reperisce solitamente nella sua provincia».
