Il ministro Profumo insieme ai ragazzi di Assisi (foto Umbria24)

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

«Questo atto che ha colpito la parte più importante del nostro paese è un atto che ha perso, ha perso perchè oggi abbiamo fatto una verifica con tutte le scuole italiane, la presenza a scuola è al cento per cento, quindi credo che questo sia un segnale molto forte». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, parlando dell’attentato di Brindisi, che è costato la vita a Melissa Bassi.

LA VIDEOINTERVISTA AL MINISTRO

L’incontro Incontrando gli studenti, ad Assisi, Profumo ha affermato che «il messaggio è soprattutto di fiducia nella scuola, di fiducia nelle istituzioni: la scuola è centro di democrazia». Un messaggio, secondo il ministro, «soprattutto per l’Italia, che ha saputo mantenere negli anni la scuola come il luogo dove i più deboli e i più fortunati stanno insieme, imparano, diventano cittadini e cittadine e credo che questo debba essere ancora più rafforzato».

La lettera Profumo, ad Assisi ha presenziato alla premiazione del concorso ‘San Francesco e il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia’, ma prima si è intrattenuto con gli studenti dell’Alberghiero, dove è stato osservato un minuto di raccoglimento per Melissa. Profumo ha parlato con alcuni ragazzi, il preside e il direttore. Poi ha ascoltato una toccante lettera letta da un rappresentante degli studenti: «Una lettera molto intensa – ha commentato poi – ho pensato che noi la dobbiamo pubblicare sul sito del Miur e mandarla a tutte le scuole accanto a quella del ministro.  Perché la scuola è certamente prima di tutto la scuola degli studenti, dei docenti, del personale tecnico amministrativo dei dirigenti, dei genitori e poi anche del ministro. Però in questo momento siamo tutti insieme, quindi mi sembra bello che diamo questo messaggio alla scuola nel suo complesso».

LEGGI LA LETTERA

Guerra psicologica «Questa guerra psicologica che è stata tentata nei confronti della scuola e del nostro paese non è riuscita», ha detto ancora il ministro sull’attentato di Brindisi, dove ha perso la vita Melissa Bassi. Riferendosi agli attentatori, Profumo ha sottolineato come «loro hanno provato a dividerci, non avrebbero potuto colpire i 10 milioni di studenti, quindi hanno provato a dividerli. Dividerli – ha aggiunto – significa, o significava per loro, portare dalla loro parte i più deboli, e questo non è successo».

Cultura fa più paura che giustizia Usa le parole del giudice Antonino Caponnetto, il ministro dell’Istruzione per lanciare un messaggio a tutti gli studenti italiani: «Quando nel 1994 disse che la mafia, e la non legalita’ in generale, ha molta piu’ paura dell’istruzione e della cultura che della giustizia. Credo che questo sia il vero messaggio che oggi noi tutti in questo luogo che è la città della pace, vogliamo inviare a tutti gli studenti». Profumo ha ricordato che «domani pomeriggio partiremo con le navi della legalita’ regolarmente da Civitavecchia e da Napoli e mercoledi’ con il presidente Napolitano e il presidente Monti saremo a Palermo, per il ventennale dall’uccisione di Falcone, Borsellino, Francesca Morvillo e della scorta. Però – ha rimarcato – io credo che noi dobbiamo dare un significato fortissimo al fatto che è solo uno dei 365 giorni l’anno in cui la legalità entra nelle nostre scuole. Questo – ha concluso – deve essere il fil rouge attraverso il quale ci muoviamo».

Il custode: «La gioia di vivere più forte» «Questo incontro vuole essere un grido di speranza, vogliamo gridare la nostra speranza perchè di fronte alla violenza la speranza che la gioia di vivere in pace deve essere più forte». Lo ha detto il custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, nel corso della premiazione del concorso promossa dalla rivista ‘San Francesco Patrono d’Italia’. «Da qui – ha aggiunto padre Piemontese – dalla tomba di San Francesco vogliamo dire che è possibile convertirsi alla pace, alla concordia e alla civile convivenza». «I giovani – secondo il custode – costringeranno gli adulti a cambiare in meglio la società se avranno nel cuore quegli ideali veri che furono appunto di Francesco di Assisi e che in parte sono patrimonio della civiltà italiana. Noi – ha concluso – ci auguriamo che tutto ciò emerga e sia gridato forte a tutti fino ad assordare coloro che con le loro violenze ci minacciano ogni giorno».

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