Il piccolo Andrea Cerquiglini

di Fra.Mar. e Chia. Fa.

Dopo la tragedia della morte del piccolo Andrea Cerquiglini lunedì sera  e in attesa dell’esito dell’autopsia che verrà svolta con ogni probabilità martedì mattina, ora l’attenzione delle istituzioni e dell’intera comunità di Montecchio si concentra sulla famiglia Cerquiglini e, soprattutto, sui due fratellini che tutti vorrebbero vedere al più presto rientrare in paese, a scuola.

La solidarietà  Il sequestro della casa e il momentaneo trasferimento a San Gemini, dove alcuni parenti li stanno ospitando, hanno fatto immediatamente scattare la mobilitazione dei residenti del borgo. Alcuni di loro avrebbero già offerto ospitalità alla famiglia mettendo a disposizione, nel proprio piccolo, alloggi e camere. Della delicata questione si starebbe interessando anche il Comune che, dopo avere attivato i servizi sociali per assistere da vicino tutti i componenti della famiglia, starebbe provando a individuare una soluzione consona. La mobilitazione generale conferma, una volta di più, la profonda coesione della comunità di Montecchio che, lunedì sera, si è trovata nella chiesa del paese per una preghiera.

Dimesso il padre  Intanto il padre del piccolo Andrea, ricoverato lunedì sera dopo la tragedia, è stato dimesso dall’ospedale. E in difesa di quel padre, reo di aver lasciato una pistola a portata di bambino arriva la voce del Cosnil, Confederazione Sindacato Nazionale Lavoratori che in una nota scrive: «Antonio Cerquiglini è la stessa guardia giurata che un anno fa ha sventato un furto nella zona di San Liberato  a Narni e non può essere giudicato solamente come un padre che non ha messo la pistola in un luogo sicuro».

 La nota del sindacato  La nota, a firma di Niccolò Francesconi, Segretario Regionale della Cosnil, prosegue dicendo che l’uomo « deve essere giudicato per quello che insieme alla propria famiglia ha passato in tutti questi anni come moltissimi altri lavoratori che dopo la perdita della Polveriera di Montoro dove prestava servizio, sono stati messi in cassa integrazione per circa 15 mesi e poi sono stati licenziati oppure messi di notte. Questa è una giustificazione ? Assolutamente no per lasciare una pistola incustodita con tre figli, ma una situazione non tranquilla molte volte provoca dimenticanze anche purtroppo tragiche come questa . Ci sono molte domande che dovrebbero avere una risposta prima di giudicare una tragica dimenticanza – Avere tre figli e vivere con la paura di essere licenziato in questo momento di crisi può creare dimenticanze? Vivere per 15 mesi con una cassa integrazione e non arrivare tranquillamente alla fine del mese con una serie di conseguenze finanziarie può creare dimenticanze ? Lavorare in una azienda dove chi ha denunciato qualcosa è stato licenziato senza problemi può provocare dimenticanze ? Lavorare quasi sempre di notte e molte volte con orari di 12 ore può provocare dimenticanze ? Tutte queste domande che Antonio Cerquiglini ha subito sulla propria pelle e quella della famiglia può creare una situazione di stress ? Una pistola lasciata incustodita è un fatto gravissimo soprattutto in questo caso ma come possiamo magari non ipotizzare che questo grave fatto è stata una dimenticanza dovuta allo stress accumulato per tutta una serie di fattori ? Con la denuncia Antonio oltre a avere perso un figlio di 3 anni perderà anche il lavoro e questo è giusto ? Questo non è un comizio ma ci sono le denunce e i documenti che parlano anche riguardo la situazione lavorativa di Antonio. Piena fiducia nella magistratura che farà il proprio corso ma queste domande sono indispensabili per capire se questa dimenticanza è potuta avvenire anche per causa di un forte stress accumulato per tutte queste situazioni . Il piccolo Andrea sarà sempre nel cuore  di tutti noi e dei genitori che in questo momento non possono essere lasciati soli ma aiutati anche per andare avanti per gli altri due figli che ora più che mai hanno bisogno di loro» .

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