di Francesca Marruco
«Gli volevo troppo bene e non potevo stare senza di loro». Per questo martedì sera è uscito di casa con in tasca delle lame Cutter e in mano un corda. Per andare ad ammazzare i suoi figli Ahmed e Jihane e suicidarsi con loro. «Volevo morissimo tutti insieme». Ma non ha mai avuto intenzione di uccidere la compagna Naoual Belgotte, ha precisato l’assassino. A lei ha riservato l’inferno sulla terra, uccidendole i figli perché aveva osato lasciarlo.
Nessun pentimento E’ per la separazione che Mustapha Hajjaji ha ammazzato i suoi due figli. Lo ha detto sabato mattina al gip Luca Semeraro che in giornata ha convalidato il suo arresto e ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, e al pubblico ministero Massimo Casucci, titolare del fascicolo insieme a Mario Formisano. Davanti ai magistrati ha versato qualche lacrima, ma non ha mostrato alcun tipo di pentimento nell’ora e un quarto di interrogatorio. Ha detto che voleva ucciderli per stare insieme a loro, perché la vita senza di loro non valeva la pena di essere vissuta.
I funerali Si terranno lunedì 12 novembre alle ore 10 presso l’ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia le esequie di Amhed e Jihane, i due bambini di 8 e 10 anni brutalmente uccisi dal padre la sera del 6 novembre scorso. Dopo la breve cerimonia religiosa, le bare con i corpi dei due fratellini partiranno alla volta dell’aeroporto di Roma per il rimpatrio in Marocco. Alle esequie parteciperanno anche il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti e una rappresentanza della Giunta Comunale insieme al gonfalone del Comune. Inoltre l’Amministrazione Comunale ha messo a disposizione delle scuola primaria “Garibaldi” e della scuola secondaria di primo grado “Mavarelli- Pascoli” due autobus per consentire ad alunni, insegnanti e genitori di prendere parte alle esequie. Come già deciso dalla Giunta comunale di Umbertide, per lunedì 12 novembre verrà dichiarato giorno di lutto cittadino con l’apposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici comunali e in tutte le strutture comunali verrà rispettato un minuto di silenzio in ricordo dei due bambini, vittime della follia omicida
L’INTERA NOTTE DELLA TRAGEDIA. LA FOTOGALLERY
LE SALME DEI PICCOLI : IL VIDEO
La ricostruzione E allora martedì sera, sapendo che la moglie era al lavoro, quel lavoro che lui non voleva lei facesse, ha fatto un gesto atroce. E’ andato dai suoi figli e si è fatto aprire la porta, poi li ha sgozzati in neanche mezz’ora ha messo fine alle vite di due angeli. Prima è toccato al piccolo Ahmed, di soli otto anni. La sorellina Jihane, che con lui era molto premurosa e protettiva lo ha visto morire, mentre il padre l’aveva legata con la corda che si era portato da casa. Due colpi alla gola e il piccolo è morto dissanguato.
La fine Poi Mustapha, ha raccontato di essersi tagliato sul polso e sulla gola, perché voleva morire insieme ai figli. Poi è toccato a Jihane. La povera creatura ha lottato finché ha potuto contro il padre. Sul suo corpicino ci sono infatti segni che testimoniano la disperata difesa della bambina dal padre assassino che potrebbe averla tenuta legata mentre uccideva il fratellino. Che poi le ha tagliato la gola, e poi, l’ha finita strozzandola con la corda che si era portato da casa e che è stata ritrovata proprio attorno al collo della ragazzina.
Il video della sera dell’omicidio
La maledizione Poi ha scritto dei messaggi alla moglie. Glieli ha scritti sui fogli in cui i bambini stavano facendo i compiti. Su uno, in arabo, c’è scritto quel ‘Ti amo’ col sangue. Sull’altro invece, ha preso una penna, ritrovata sporca di sangue, e ha scritto: «Che Allah ti maledica». Amore e odio. Per quella donna che non ha potuto sottomettere al suo stile di vita. Per quella donna che, ferita con un coltello dal padre dei suoi figli, ha deciso che era troppo e se n’è andata di casa. Per quella donna che adesso si trova a vivere un inferno di dolore. Perché quell’uomo, pur di farla soffrire, è passato sopra la sua stessa carne.

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