di Francesca Marruco

Prima di essere sospeso dalla sua attività di operatore scolastico, il 56enne perugino accusato di violenza sessuale su minori per aver molestato alcune alunne della scuola media in cui lavora, era stato interrogato dal gip Carla Giangamboni, ma lui aveva scelto di restare in silenzio.

Sospeso L’interrogatorio, come normalmente accade in casi di sospensione dal posto di lavoro disposto dalla magistratura, era avvenuto prima che lunedì scorso i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria gli notificassero il provvedimento per due mesi. La decisione del giudice è arrivata a pochi giorni dalla riapertura della scuola per evitare altri episodi come quelli che sarebbero accaduti nei mesi scorsi.

L’ammissione A confessare tutto alla preside della scuola media, erano state proprio le ragazzine molestate che le hanno detto di essere state toccate. Ma non solo, il bidello, secondo le risultanze investigative, avrebbe anche rivolto loro complimenti spinti, sguardi troppo espliciti quando dalle magliettine strette delle ragazzine di quell’età si intravedeva il seno.

I commenti online Le ragazzine hanno provato a stare zitte: ma quando la preside le ha minacciate di sospensione perché avevano postato commenti su Facebook in orario scolastico hanno vuotato il sacco. Era stato proprio con i commenti sul social network che la preside aveva avuto un sospetto.

Il sospetto Poco prima un insegnante aveva visto che sulla lavagna luminosa usata per alcune materie, era rimasto nella cronologia un sito pornografico. La prima indagine interna aveva accertato che quel sito era stato aperto non in orario scolastico. Poi i commenti delle ragazzine su Facebook che indicano il bidello come la persona che probabilmente ha aperto quel sito. E si spingono anche oltre parlando degli atteggiamenti che l’uomo ha con loro nei corridoi. Poi finalmente un adulto fa due più due e indaga. Anche la direzione regionale scolastica potrebbe prendere provvedimenti nei confronti dell’uomo.