Il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni ha accertato nei confronti di una impresa operante nel settore elettro-tecnico, il mancato versamento all’erario di circa 100mila euro di imposta sul valore aggiunto. In un analogo controllo a carico di un industria alimentare, scoperti 5 lavoratori irregolari e 200mila euro di ricavi non dichiarati al fisco.
Nel primo caso, l’azienda, una società a responsabilità limitata, che opera a Terni e fa capo a un ternano di 60 anni, è stata individuata dai finanzieri grazie all’esame costante di indici di pericolosità fiscale derivanti dall’analisi delle banche dati utilizzate dalla gdf. Tra le altre cose, l’impresa deduceva ai fini fiscali come spesa di rappresentanza, le fatture relative a spese di viaggio e soggiorno in Marocco, Romania e Albania per battute di caccia dell’amministratore e di altre persone che, secondo le fiamme gialle, non erano riconducibili a rapporti di natura commerciale. Su tali importi la gdf ha proposto all’Agenzia delle entrate il recupero a tassazione.
Nel secondo caso, le fiamme gialle hanno accertato la mancata presentazione, per uno degli anni sottoposti a controllo, della dichiarazione fiscale con la sottrazione a tassazione di 200mila euro; contestualmente è stato scoperto che per 5 lavoratori dipendenti, l’azienda aveva effettuato le relative ritenute Irpef senza pero’ versarle al fisco.

