di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

«Una tragedia enorme che sconvolge tutta la comunità». L’assessore allo Sport di Bastia Umbra, Filiberto Franchi, contattato da Umbria24 non nasconde il dolore suo e dell’Amministrazione all’indomani della morte di Antonio Perrella, il 15enne che ha perso la vita dopo aver tentato di arrampicarsi su un palo di sostegno della rete “salva-palloni” che circonda i campetti di via Giontella.

Fotogallery: dal luogo della tragedia

Autopsia posticipata Secondo quanto si apprende, è molto probabile il rinvio dell’autopsia sul corpo del 15enne, inizialmente programmata per martedì. Il motivo è legato ad alcuni accertamenti da parte della procura. In particolare, gli inquirenti devono verificare eventuali responsabilità per poter procedere all’esame autoptico all’esame autoptico con tutte le garanzie del caso.

Campetti comunali Sull’area di via Giontella la responsabilità è comunque comunale, come chiarisce l’assessore Franchi. «Quei campetti sono aperti e fruibili liberamente, non esiste recinzione e i pali in oggetto sono semplicemente i sostegni della rete che serve a non fare andare i palloni fuori dall’area». A fianco delle reti ci sono, infatti, dei passaggi aperti, il che vuol dire che «non c’era nessun bisogno di scavalcare la rete per entrare». «Lì – aggiunge Franchi – c’era un campo di calcetto non curato fino a 5-6 anni fa, quando il Comune lo ha trasformato in un campo di beach volley e pallamano sulla sabbia».

Atti vandalici Dopo la tragedia, in paese qualcuno ha sostenuto come non fosse la prima volta che ragazzi venivano visti arrampicarsi su pali. «Non so nulla di questo – afferma l’assessore – ma il 17 luglio abbiamo presentato un esposto per una serie di atti vandalici in altre aree verdi comunali. Con ciò non voglio in alcun modo dire che gli episodi siano collegati con quanto avvenuto sabato notte, che va considerata una tragedia che ci ha sconvolti profondamente».

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