di Fra. Mar.

Potrebbe esserci una sfida tra ragazzini alla base della tragedia che domenica notte ha sconvolto Bastia Umbra. Sembra infatti che Antonio Perrella e altri due amici coetanei si fossero sfidati a chi riusciva a salire più in alto sulla rete salva palloni. E infatti Antonio non è stato il primo a salire, e prima di lui, uno dei suoi coetanei si è arrampicato in un punto della rete più interno. Mentre lui stava scendendo, Antonio ha iniziato la scalata: ma non è arrivato oltre la metà perché il palo ha ceduto e il ragazzino è caduto nel vuoto, venendo poi colpito dall’altissimo palo di metallo che si è spezzato.

Sfida Una sfida che ha trasformato una serata d’estate qualsiasi in quella più brutta per gli altri ragazzini che erano con Antonio, e per la sua famiglia, che ora deve fare i conti con un dolore atroce, causato da un’assurda fatalità. Che però potrebbe avere anche delle responsabilità: è per questo che la procura di Perugia ha spedito i carabinieri in Comune a Bastia Umbra ad acquisire la documentazione relativa a quel campetto.

Fotogallery: dal luogo della tragedia

Accertamenti E anzi, proprio in virtù di questi accertamenti che la procura intende fare per appurare se vi possano essere dei profili di responsabilità penale, una negligenza, un’imprudenza, che l’autopsia sul corpo del giovane, è stata posticipata nei prossimi giorni. In questo modo, il pm Mario Formisano potrebbe recapitare gli eventuali avvisi di garanzia prima dell’esame all’istituto di medicina legale.

Indagini Ma adesso i carabinieri di Assisi che indagano sull’accaduto, dovranno studiare la documentazione acquisita. Quella rete era a norma? Anche quel palo? E avevano ricevuto la giusta manutenzione? E chi se ne doveva occupare? Tutto questo, sempre fermo restando che certamente palo e rete non erano omologate per essere scalate dai ragazzini.