di F.M.
Il gip di Bari Gianluca Anglana ha disposto l’imputazione coatta per i giornalisti di Telenorba Enzò Magistà e Antonio Procacci coinvolti nell’inchiesta scaturita dalla messa in onda del filmato girato dalla polizia scientifica di Perugia che mostrava il cadavere di Meredith Kercher. Il gip ha invece archiviato le posizioni dei familiari di Raffaele Sollecito, assolto in secondo grado dall’accusa di omicidio volontario insieme ad Amanda Knox.
Archiviazione a metà Il pm di Bari aveva chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati perché «la diffusione di alcune parti del filmato relativo al sopralluogo effettuato dalla polizia scientifica nell’abitazione in cui venne rinvenuto il cadavere di Meredith Kercher – st ascritto nella richiesta di archiviazione – , nel quale viene ripreso il corpo denudato della vittima, è avvenuto nell’ambito dell’esercizio del diritto di cronaca senza alcun intento offensivo della reputazione della studentessa uccisa».
Difesa Sollecito «Finalmente oggi è stata detta la parola ‘fine’, essendo stata acclarata l’assoluta insussistenza di profili di rilevanza penale in ordine alle condotte poste in essere dai familiari di Raffaele Sollecito, i quali, nel legittimo tentativo di difendere il proprio familiare, non hanno commesso alcun reato». Lo scrivono gli avvocati Marco Brusco, Francesco Crisi e Francesco Mastro in una nota congiunta, dopo che il gip di Bari ha disposto l’archiviazione delle posizioni dei familiari di Raffaele Sollecito nell’ambito dell’inchiesta sulla diffusione di un filmato in cui si vedeva il cadavere di Meredith Kercher. L’indagine era partita dalla procura di Perugia che, a vario titolo, contestava ipotesi di reato legate alla diffamazione, alla violazione della privacy e alla pubblicazione arbitraria di atti d’indagine
Intercettazioni inutilizzabili I legali esprimono «viva soddisfazione sia per il proscioglimento dei propri assistiti che per la declaratoria di inutilizzabilità (espressa dal pm e condivisa dal gip) delle intercettazioni telefoniche a suo tempo eseguite sulle utenze dei familiari di Raffaele Sollecito. Resta da comprendere, a questo punto- polemizzano – , quale sia stata l’utilità e la necessità di monitorare per circa quattro mesi le utenze telefoniche dei predetti».
La Cassazione L’inchiesta era passata al tribunale di Bari dopo che il giudice di Perugia aveva dichiarato l’incompetenza territoriale del tribunale del capoluogo umbro. Il processo scaturito dalla messa in onda del filmato del cadavere di Meredith era uno dei tanti processi satellite nati da quello principale con l’accusa di omicidio volontario. Per quello, il 25 marzo prossimo toccherà alla Corte di Cassazione esprimersi dopo il ricorso presentato dalla procura generale di Perugia contro l’assoluzione dei due ex fidanzati.
